Come è sempre accaduto dall’inizio della stagione, dopo aver regalato qualche buona prestazione ed aver ottenuto quei punti che avevano tolto la squadra dalle brutte acque in cui era sprofondata, il Bologna ha regalato un paio di prestazioni davvero negative, sotto tutti i punti di vista. Se la prestazione col Siena poteva essere ritenuta sufficiente, quella di domenica a Catania è stata pessima, a tratti irritante. A mancare è stata soprattutto la fame di vittoria, la voglia e l’esigenza di fare risultato, quella che il Bologna ha mostrato quest’anno quando ce n’era veramente bisogno. Specie i “senatori” della squadra sono mancati, in modo particolare i due là davanti; ancor di più, è stato Diamanti a deludere e non dare il suo solito apporto di tecnica, fantasia e grinta a cui ci aveva abituato da quando è nella nostra città. Ok, una giornata storta può capitare a tutti, figuriamoci, ma la coincidenza con le voci, confermate dal suo procuratore, che in settimana lo vedevano lontano da Bologna, magari in Russia, hanno fatto pensare ai più, anche a ragione che la prestazione deludente di Diamanti non fosse casuale. Attenzione, non penso assolutamente che Alino abbia voluto lanciare un qualche messaggio alla dirigenza, anche perché il nostro capitano mi sembra tutto meno che una persona meschina e se ha qualcosa da dire lo dice, senza tanti peli sulla lingua; credo però che le sirene di mercato possano essere stata una fonte di distrazione per quello che è il giocatore più talentuoso e rappresentativo della squadra.
Stendendo un velo pietoso sulle prestazioni di alcuni (i due esterni, giusto per fare un esempio), non bisogna dimenticare che anche il resto della squadra di distrazioni ed alibi ne hanno avuti parecchi nelle ultime settimane. Il fatto che uno di questi provenga dai vertici societari è estremamente grave. Non bastasse l’incompetenza tecnica, Guaraldi & Co. si sono più volte dimostrati estremamente carenti anche e soprattutto dal piano della comunicazione: non è infatti possibile che la dirigenza permetta che per settimane intere non si faccia altro che parlare di un fatto come l’aumento di capitale che proprio ieri sarebbe dovuto avvenire. Specie nelle ultime 24 ore, non si è parlato d’altro, lasciando cadere nel dimenticatoio la brutta prestazione in terra siciliana e facendo dimenticare a tutto l’ambiente che la corsa alla salvezza è tutt’altro che conclusa. Da più parte sento dire, per esempio: “Se l’anno prossimo perdiamo Diamanti, Perez, Gilardino e Gabbiadini, andiamo in B diretti”. Osservazione giustissima, ineccepibile, ma non bisogna dimenticare che anche quest’anno la salvezza è tutt’altro che a un passo; mancano ancora 4-5 vittorie, vittorie che non sarà affatto semplice conquistare, soprattutto se il Bologna sarà quello visto domenica, quello stesso Bologna incapace, in trasferta più che in casa, di recuperare un unico gol di svantaggio, più per demeriti propri che per virtù altrui.
Da qui alla fine della stagione Pioli deve essere in grado di isolare la squadra da tutti i pensieri diversi dall’unico, vero obiettivo da qui a maggio: la salvezza. Non sarei sorpreso se Guaraldi mancasse anche nell’apporto societario ai giocatori, figuriamoci; la squadra, però, ha dimostrato che, quando gioca con la bava alla bocca, con l’occhio della tigre, con l’acqua alla gola, insomma, quando la classifica obbliga il gruppo a dare tutto, spesso e volentieri ottiene i 3 punti. Ed è così che la vogliamo vedere sempre, a partire dalla vitale partita di domenica con la Fiorentina e da quella successiva, sempre al Dall’Ara, con il Cagliari; senza pensare alla società, al mercato, alla fi… Insomma, senza distrazioni.
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