Secondo la tradizione cristiana il Sabato Santo rappresenta il giorno in cui Gesù scese negli inferi sconfiggendo la morte e il male, per poi risalire attuando il ricongiungimento di Corpo e Spirito. Senza voler fare paragoni oltraggiosi, il Sabato Santo del Bologna ha avuto un copione analogo; i rossoblù, privi di due dei loro migliori condottieri (Diamanti e Perez), hanno affrontato la dura battaglia del ‘’Friuli’’ in condizioni a dir poco precarie. L'andamento dei primi minuti della partita è stato sconfortante: l'Udinese, seppur lontana dai fasti dei giorni migliori, cerca a tutti i costi di sfondare ma trova sulla sua strada il severo legno dei montanti della porta e, soprattutto, un Gianluca Curci maiuscolo che risponde a tono ai vari attacchi dei padroni di casa. Nella ripresa il Bologna appare più pimpante: ci prova ma senza il genio di Alino il fronte offensivo è spuntato e sterile, con Gilardino e Gabbiadini troppo isolati e Christodoulopoulos decisamente poco avvezzo al tiro. A tal proposito, c'è già qualche malizioso che vede in lui lo spettro del suo coetaneo Gimenez, con annessa parabola discendente e deludente. Lazaros, se mi leggi, smentiscimi al più presto! Se l'artiglieria di Pioli è anemica, i colleghi bianconeri non se la passano meglio: la più grande occasione della partita viene servita loro dal signor Giacomelli di Trieste che sabato, tra raffiche di cartellini gialli ai nostri, Domizzi graziato per fallo di mano e il ‘’rigorino’’ fischiato nella ripresa (ma resta l'ingenuità di Taider), in un colpo solo decide di smentire l'atavica rivalità esistente tra la città della bora e il capoluogo friulano. In una partita che ha visto tra i suoi protagonisti gente come Pasquale e Pasquato, per nostra fortuna sul dischetto ci va l'uomo sbagliato, mister ‘’Fuorifesta’’ Totò Di Natale, autentica bestia nera del Bologna nelle ultime stagioni; abbiamo ancora negli occhi il tumultuoso addio di Porta n'ova ma stavolta a portarci l'uovo, con annessa sorpresina, è un altro ‘’romano de Roma’’, Curci, che completa la sua giornata perfetta neutralizzando il tiro dagli 11 metri del bomber dell'Udinese. Il suo Sabato Santo consente al Bologna di portare via un punto molto pesante e importante da un campo ostico (basti pensare che l'Udinese ne ha persa solo una tra le mura amiche!): e quel ragazzo gli inferi sportivi li ha conosciuti da vicino, tra sequele di infortuni-fotocopia, retrocessioni cocenti e delusioni di ogni tipo. A Bologna, dopo l'inizio shock che lo ha reso anche un po' il ‘’Calimero’’ della situazione, sta trovando una dimensione consona, e viceversa: da quando difende la nostra porta, al di là delle pesanti parate delle ultime gare, l'intera retroguardia felsinea sembra più sicura e ordinata. E' presto per parlare dell'eventuale riscatto del cartellino da parte di Guaraldi, ma di sicuro il suo riscatto in campo lo sta avendo e, in questa stagione in cui il tasto ‘’portieri’’ è stato dolente, con la sensazione di aver lasciato per strada molti punti, stavolta il merito del primo pareggio stagionale in trasferta del Bologna è tutto del nostro numero 1. Se poi consideriamo che anche la Dea Bendata, severissima con noi nel girone d'andata, adesso sta pian piano restituendo quanto ci ha tolto in partite fuoricasa analoghe, allora ecco spiegata la magia della nostra Pasqua. Già, perché la Pasqua è resurrezione e a Bologna, si sa, rinascono tutti: è una città che, tra ottimo cibo, ambiente caloroso ma mai invadente e beltà artistiche di ogni tipo mette chiunque nelle condizioni migliori per vivere e lavorare, come nel caso dei fortunati che popolano il mondo del pallone. Tutto ciò deve essere sfuggito al ‘’prete’’ Guidolin, che in uno dei suoi più celebri ‘’sermoni’’ fu di tutt'altro avviso, diciamo così. A distanza di 10 anni la rabbia è quasi sbollita completamente ma dispiace che il bravo allenatore con la passione per il ciclismo non abbia carpito l'essenza della ‘’Bolognesità’’, chiara anche a chi come me è felsinea solo di adozione: per i più la Pasqua cade una volta all'anno, da noi invece ogni giorno è foriero di resurrezioni. Sportive e non.

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