Quando arriva il turno della Juventus, Bologna si infiamma sempre.


Le antipatie verso i fiorentini o i romagnoli sono bazzecole a confronto, c’è poco da fare: noi bolognesi proviamo ben altri sentimenti per la Juve. E’ sempre stato così, e il fatto che la retrocessione del 2005 sia dovuta a loro sicuramente non ha contribuito a farcela diventare più simpatica.

Per quanto la partita di sabato sera abbia evidenziato che il Bologna è una squadra in forma, che è concentrata, “sul pezzo”, in grado di dare fastidio anche alle grandi, il risultato ha dimostrato che sì, probabilmente la Juventus è la squadra più forte d’Italia. Ma ci sta, eravamo preparati, i nostri ragazzi ci hanno messo tutto l’impegno e la forza di cui disponevano, hanno avuto delle belle occasioni, ma sapevamo che non sarebbe stato facile.

Quello che ci ha dato veramente fastidio è stato l’atteggiamento di un allenatore avversario ben poco sportivo e rispettoso. Nessuno gli avrebbe impedito di esultare alla fine di una partita combattuta che è riuscito a vincere. Ma forse Conte non si è accorto che era a Bologna, non a Torino, e che forse sarebbe stato più saggio (e decisamente più elegante) dosare il suo entusiasmo - neanche avesse appena vinto lo scudetto - invece di sbeffeggiare letteralmente lo stadio della squadra di casa e poi dilungarsi in un’epica polemica dove, con un’espressione costernata, non ha fatto altro che dire che “se persino in una città civile come Bologna succedono queste cose, allora non c’è davvero niente da fare”.

Lasciamo perdere i bastoni e le pietre fantomatiche che, secondo Conte, i tifosi bolognesi avrebbero lanciato contro il pullman della Juventus, fermiamoci invece su un altro punto.

Non è mai balenata l’idea, al povero Conte, che se ovunque vada la sua squadra ci siano ad attenderla fischi, insulti e frasi colorite, forse un motivo c’è? E’ indubbio che le pietre e i bastoni siano modi di protestare assolutamente da evitare. A Bologna non se ne sono visti, nonostante Conte abbia detto il contrario, dipingendo i tifosi fuori dallo stadio come “persone con in braccio bambini di 3/4 anni che non facevano altro che bestemmiare”. I tifosi bolognesi non sono mai stati così, non si abbassano a certi atteggiamenti neanche quando si tratta della Juventus. Siamo arrabbiati, ce l’abbiamo con loro, siamo indubbiamente ostili e rancorosi, ma non siamo mai stati quel tipo di tifosi.

Se poi vinci la partita e ti metti ad esultare con un entusiasmo immotivato sotto i nostri spalti, è probabile che ci prendano quei cinque minuti, sai com’è. Del resto Conte del tutto stupido non è, visto che alla fine del suo siparietto se l’è filata di corsa dentro gli spogliatoi, lasciando sul campo un Pioli sgomento e giustamente amareggiato da un tale comportamento.

Le partite contro la Juventus si riducono sempre a questo, polemiche.

Io credo che i bolognesi abbiano sempre dimostrato di avere la capacità di accettare le sconfitte, di riconoscere la supremazia delle squadre più forti, di avere la dignità di prenderne atto e cercare di fare meglio la prossima volta.

E’ vero, quando c’è la Juventus, Bologna si infiamma. Ma certe scene e certe parole sono benzina sul fuoco, e noi siamo stanchi di arrabbiarci.

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