di Amos Segal
2013-2014 - Lo zero a tre dal sapore di retrocessione
L'ultimo incontro casalingo tra Bologna e Fiorentina risale al 26 aprile 2014, quando l'affermazione dei viola fu netta con un 3-0 esterno senza replica.
Bisogna pensare, però, che la squadra rossoblù guidata da mister Ballardini era partita abbastanza bene, cercando il gol con i nazionali ellenici Lazaros Christodoulopoulos e Panagiotis Kone, i cui tiri da fuori area portarono pericolo, insieme al colpo di testa di Renè Khrin.
Al 23' arriva la tremenda doccia fredda con il gol del centrocampista offensivo colombiano Juan Cuadrado, scoperto dall'Udinese e lanciato dal Lecce, con uno splendido piatto a incrociare, mentre una dozzina di minuti dopo il fortino petroniano crolla definitivamente con il raddoppio dell'altro brillante centrocampista offensivo viola, lo sloveno Josip Ilicic, il cui tiro verso lo specchio della porta viene deviato da Michele Pazienza.
La curva "Bulgarelli", giustamente, incita i propri giocatori a squarciagola, chiedendo di "tirare fuori gli attributi", ma invano: una società già da tempo malata come quella di allora, che a gennaio si era privata di uno dei suoi uomini migliori nonché decisivi (Alessandro Diamanti), era destinata a colare a picco non solo in quel match, ma anche in campionato.
Nella ripresa arriverà il terzo gol, segnato ancora da Cuadrado con un destro a giro da fuori area ad un paio di minuti dal novantesimo: l'agonia del Bologna sarebbe terminata in casa dopo la trasferta a reti inviolate a Genova la domenica successiva. Il Bologna perse contro il Catania, andando incontro alla dolorosa retrocessione.
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