Il 15 giugno 1924, esattamente novanta anni fa, il Bologna si recò a Genova per disputare la gara di andata della finale di Lega Nord. Dato che la finalissima contro la vincente del centro-sud era regolarmente una formalità, per la seconda volta i rossoblù si trovarono ad un passo dalla vittoria dello scudetto, dopo aver perso la finale Italia Settentrionale tre anni prima contro la Pro Vercelli. Anche questa volta, però, lo scudetto sfuggì dalle mani della squadra allenata da Hermann Felsner: il Genoa (prima classificata nel proprio girone anche grazie alle disavventure juventine in seguito al “caso Rosetta”, sulla regolarità del cui trasferimento dalla Pro Vercelli nacquero molti dubbi: la Lega decretò la sconfitta dei bianconeri in ogni gara in cui era stato utilizzato il difensore) si aggiudicò la gara di andata con il punteggio di 1-0 (rete di Neri). La settimana dopo, a Bologna succederà il finimondo: sull’1-1 il nervosismo eccessivo in campo e sugli spalti indurrà l’arbitro a sospendere l’incontro a cinque minuti dal termine, con conseguente vittoria a tavolino per il Genoa, che si aggiudicherà poi la finale scudetto contro il Savoia.
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