di Manuel Minguzzi

Come sappiamo, nel giro di un paio di mesi Massimo Zanetti assumerà ufficialmente la guida del club, prima versando l'aumento di capitale e poi assumendo la carica di presidente in sostituzione di Albano Guaraldi il quale rimarrà fino all'approvazione del bilancio. Inizialmente il re del caffè dovrebbe versare una cifra tra i due e i tre milioni per evitare problemi in sede di pagamento stipendi o comunque per scavalcare le imminenti scadenze. A metà novembre dovrebbero poi arrivarne altri tre (a quel punto Zanetti diventerebbe anche azionista di maggioranza) mentre per terminare la stagione a giugno serviranno almeno ulteriori sei milioni di euro. Lo ha ammesso lo stesso Zanetti sabato che la condizione dei conti è peggiore di quanto prospettato da Guaraldi a Treviso. Un intoppo che immaginiamo fosse stato messo anticipatamente in cantiere da mister Segafredo. Non solo sicurezza economica però, perché il piano prospettato dagli americani ha alzato il tiro e Zanetti ha dovuto adeguarsi (almeno a parole) per non deludere le speranze dei tifosi che ancora credono in una rivoluzione totale, nonostante non saranno gli americani a metterla in atto. Così si ritorna a parlare di mercato di gennaio, ritorno in Serie A ma anche di stadio nuovo. Sì, perché al tifo bisognerà pur fornire qualche agio in più, soprattutto a quelli che in inverno si prendono tutte le domeniche l'acqua e il freddo in un impianto arrugginìto. E così pare che l'entourage zanettiano stia cercando di fissare un appuntamento con il sindaco per portare avanti un discorso restyling del Dall'Ara iniziato da Saputo ma che potrebbe concludersi con Zanetti. In fin dei conti a Merola poco importa se si tratta di trevigiani o americani, conta solo il ritorno in A della squadra e la riqualificazione di una zona ora in condizioni pessime e non in linea con una grande città come Bologna. Ad occhio e croce si direbbe che a livello mediatico Zanetti stia ripercorrendo i passi di Tacopina e Saputo, entrambi molto bravi a guadagnarsi la fiducia dei bolognesi. La differenza è che Zanetti, ora impegnato in prima persona nel Bologna, dovrà portare a compimento tutti i punti del suo programma elettorale. Saputo e Tacopina, tagliati fuori, non finiranno più nell'occhio del ciclone. I riflettori sono puntati su mister Segafredo, chiamato a produrre fatti, perché il calcio è diverso dalla politica e soprattutto a Bologna, se si fanno promesse, bisogna essere in grado di portarle a termine. Il tifoso ha la memoria lunga.

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