Il campionato è iniziato da appena tre giornate e quindi almeno per ora ci si può concedere il lusso di non guardare con ansia un calendario che metterebbe di fronte al Bologna due partite molto complicate nelle prossime tre. Il ragionamento che Pioli deve fare in questo caso è più ampio e non deve partire dalle aspettative future quanto piuttosto da quello che si è già visto in campo e che deve assolutamente essere corretto prima che sia troppo tardi. Non parliamo di tattica, interpreti o avversari ma soltanto di concetti generali validi oggi come fra tre mesi. Velocità, coesione e coraggio sono le tre parole chiave su cui lavorare in questi giorni.

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Velocità - Il Bologna è una squadra terribilmente lenta nello sviluppare una manovra offensiva, praticamente incapace non solo di lanciare un contropiede ma anche di seminare il panico nelle difese avversarie. Bianchi e Moscardelli non hanno nella progressione la loro arma migliore, Diamanti scarta e dribbla ma non scatta, Kone oggi parte troppo lontano dalla porta per scatenarsi nelle sue ben note sgroppate. Anche in condizioni di parità numerica i rossoblù finiscono sempre per farsi recuperare e allora la soluzione è mandare in campo i pochi velocisti a disposizione, magari non tutti insieme ma almeno un paio alla volta per osservare l'effetto sulle difese avversarie: il rapidissimo Morleo (collezionista di ammonizioni subite) è sicuramente il primo della lista, ma insieme a lui potrebbero tornare utili anche Cristaldo e Laxalt.

Coesione - Le statistiche dicono che finora il Bologna è una delle squadre con il minor numero di passaggi tentati. Vuol dire che i rossoblù cercano di affrontare le difficoltà a testa bassa e che, nonostante una buona percentuale di passaggi riusciti, cercano troppo spesso la soluzione individuale. Questa descrizione sembra ricalcare in pieno la figura di Diamanti, ma anche Moscardelli e Kone non si esimono dal tentare giocate in solitario. Nella classifica dei passaggi fatti per ora domina la Roma ovvero una delle squadre che sta maggiormente impressionando in questo avvio di campionato per quanto riguarda spirito di squadra e qualità di gioco. La coralità della manovra non deriva mai da un singolo ma in questo Bologna può essere Della Rocca (104 passaggi) l'anello di congiunzione tra i reparti.

Coraggio - Il Bologna tira poco e quando ci prova lo fa male. I tiri complessivi sono appena 18 (penultimi in Serie A) di cui il 33% portano la firma di Diamanti: questo significa che sono troppi i giocatori rossoblù che rifiutano la responsabilità affidandosi solo al piede mancino del loro numero 23. Se però osserviamo la percentuale di conclusioni nello specchio complessiva (44%) e quella di Diamanti stesso (33%) capiamo anche che non vi è un reale vantaggio in questa scelta della squadra visto che la scarsa qualità dei tiri del capitano riflette quella dell'intera rosa. La soluzione in questo caso deriva dal punto precedente: migliorare la qualità del possesso palla aumenta le possibilità di creare buoni tiri. E a quel punto anche Bianchi, Moscardelli e Kone dovranno prendersi la responsabilità di provarci.

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