Forse sono i tifosi quelli che stanno sbagliando. Sbagliano perchè ancora si appassionano alle gesta di un allenatore e dei suoi giocatori, sbagliano perchè si infuocano quando la dirigenza non agisce nel modo desiderato e sbagliano a pensare che una squadra di calcio sia in fin dei conti un bene comune della città. Il futuro del Bologna oggi non si decide sul terreno di gioco con i gol di Gilardino o le scivolate di Perez e potrebbe non bastare neanche l'arrivo di Zanetti o qualunque altro milionario a cambiare le cose. Il calcio infatti passa in secondo piano davanti ai progetti edilizi e alle diatribe politiche riguardanti il progetto per il nuovo centro tecnico rossoblu. Nello scorso maggio è stato approvato il protocollo d'intesa per la costruzione a Granarolo di un nuovo impianto da 22 ettari di terreno dotato di 13 campi da calcio di cui uno circondato da tribune da circa 3000 posti. Oggi però le ruspe non sono ancora entrate in azione ed è in atto una vera e propria lotta politica tra alcune realtà cittadine. Da una parte abbiamo il Partito Democratico che difende a spada tratta l'idea avuta dal presidente rossoblu Guaraldi bollandola come un progetto fondamentale per il futuro del club, mentre dall'altra troviamo la Lega Nord che guarda con sospetto alla fretta con cui l'amministrazione comunale ha approvato il nuovo impianto sportivo apparentemente senza esaminare i piani economici precisi dell'intervento. Un buon numero di cittadini è poi preoccupato per il fatto che il comune di Granarolo abbia deciso di procedere con il progetto edilizio e di offrire in cambio al Bologna l'area del vecchio centro sportivo (attualmente sito nel centro del paese) senza consultare preventivamente gli abitanti della zona come previsto da una legge regionale. Se tutto questo non bastasse a rendere la situazione paradossale, aggiungiamoci un grave allarme lanciato poche settimane fa da un comitato civico locale. L'ultimo terreno di scontro infatti riguarda la presenza di un elettrodotto dal forte impatto elettromagnetico proprio nell'area in cui dovrebbero essere allestiti i campi d'allenamento del nuovo centro tecnico. Legambiente denuncia che nessun atleta potrebbe allenarsi in questa zona per più di quattro ore al giorno per evitare problemi di salute dovuti all'esposizione all'elettrosmog e a tal proposito sono state promesse ulteriori approfondite verifiche che saranno ultimate entro un mese. Stiamo parlando di rischi seri per la salute degli atleti: leucemia e cancro sono gli effetti più gravi della sovraesposizione ad un potente campo elettromagnetico. Ora non sono più in discussione le tempistiche per l'inizio dei lavori, ma rischia addirittura di saltare in aria l'intero progetto che avrebbe impegnato il Bologna con un mutuo di circa venti milioni di euro. E su questo punto si deciderà in realtà il futuro anche del club visto che sembra difficile immaginare che Guaraldi possa farsi da parte senza aver prima avuto risposte certe riguardo alla realizzazione del progetto edilizio. Solo dopo aver ricevuto un si o un no definitivo il presidente rossoblu potrebbe accettare di cedere le sue quote a chi fosse interessato a rilevarle. Nel frattempo però ci sarebbe anche una squadra di calcio che ogni domenica corre dietro a un pallone e che deve assolutamente mantenere la Serie A, ma questa è un'altra storia.

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