A Pescara erano arrivati tre punti meritati ma sudati oltremodo contro una squadra decisamente modesta appesa alle magie del suo funambolo slovacco. In casa contro il Siena i rossoblu non erano riusciti a fare nulla di più che agguantare il pareggio. Ieri nella visita ad un Catania solido ma certamente non spettacolare è finalmente arrivata anche la meritata sconfitta. La storia delle ultime settimane del Bologna di Pioli ci racconta inequivocabilmente di una regressione preoccupante prima sul piano del gioco e poi su quello del carattere e della determinazione. Per ora non bisogna suonare l'allarme perchè la zona retrocessione è ancora a distanza di sicurezza e l'evoluzione della classifica sembra già indicare le tre più probabili candidate alla Serie B. È però doveroso cercare di capire quali possono essere le motivazioni che hanno portato il Bologna a staccare i piedi dai pedali proprio quando sarebbe stato importante lanciare la volata. Dal punto di vista fisico è lecito che alcuni protagonisti possano essere stanchi: si spiegherebbe ad esempio la prova oggettivamente imbarazzante fornita ieri pomeriggio da capitan Diamanti che ha sbagliato praticamente ogni giocata. Lo stesso discorso può valere anche per il sorprendente greco Kone che nelle ultime due gare è sempre stato poco utile al gioco rossoblu nonostante il gol del pareggio firmato contro il Siena. Gilardino poi continua la sua personale lotta contro i mulini a vento trovandosi alle spalle una squadra che non gli fornisce mai un pallone giocabile e che probabilmente pensa ancora di avere un terminale offensivo mobile come Di Vaio. Detto di alcuni rossoblu, resta da parlare delle scelte dell'allenatore visto che Pioli purtroppo ieri ha fatto affidamento su alcuni giocatori che non hanno dimostrato sul campo di meritare la sua fiducia. Lo sloveno Krhin ha giocato una delle sue peggiori partite in maglia rossoblu rallentando sempre l'azione e asfissiando gli avversari con una marcatura morbidissima: chiedere ad Almiron in occasione del gol catanese. Prosegue poi la strana storia di Motta che ogni domenica viene riproposto titolare sulla fascia destra nonostante prestazioni ben sotto il limite della decenza a scapito di Garics che quando entra nella ripresa riesce sempre da dare qualcosa in più alla causa. A livello tattico poi ieri Pioli è sceso in campo per attaccare ma è stato imbrigliato dalla squadra di Maran che ha sfruttato l'ottima condizione atletica dei suoi uomini. Gli infortuni hanno obbligato l'allenatore dei siciliani a rispolverare il 4-3-3 che gli ha consentito di occupare praticamente tutto il campo tramutando una situazione d'emergenza in un punto di forza. In fase di non possesso la difesa a tre del Bologna ha corso preventivabili pericoli, ma il vero problema è stato la ripartenza sempre lenta e prevedibile e troppo spesso affidata a inutili lanci lunghi dalle retrovie. Senza dimenticare che nella ripresa i rossoblu hanno provato ad attaccare solo dalla parte di Marchese quando in realtà l'uomo debole era il terzino destro Alvarez che ha però goduto di un'ottima copertura da parte di Izco. La sconfitta quindi è stata meritata non tanto per la qualità del gioco del Catania ma piuttosto per il nulla cosmico offerto dal Bologna che è atteso da una settimana piuttosto difficile che lo accompagnerà alla sfida interna contro la lanciatissima Fiorentina. Il pubblico del Dall'Ara potrebbe infatti reagire con qualche fischio ad una prova senza carattere come quella mostrata in terra siciliana.

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