Domani pomeriggio ci saranno tante motivazioni cercare di ottenere una vittoria contro il Verona. Da quelle più ovvie che non dovrebbero mai mancare come la classifica a quelle speciali (almeno per qualcuno ai piani alti) come fare uno sgarbo all'ex vicepresidente rossoblù Maurizio Setti. La motivazione principale però questa volta dovrà essere sicuramente quella di non deludere i tifosi presenti al Dall'Ara e soprattutto quelli che ogni domenica assiepano la Curva Bulgarelli o i settori ospiti degli stadi di tutta Italia. La posizione della parte più calda e passionale del tifo bolognese infatti è chiara: per Pioli e i suoi ragazzi quella di domani è l'ultima chiamata. Dovrà quindi andare in campo una squadra determinata e grintosa che non solo porti a casa la prima vittoria stagionale ma che soprattutto non risparmi un briciolo di energia evitando allo stesso tempo personalismi sterili ed altrettanto inutili nervosismi. Oggi più che mai le motivazioni dei singoli calciatori contano poco di fronte al bene del Bologna e alla necessità di iniziare a disputare veramente un campionato finora vissuto ai margini finendo anche per essere poco più di uno sparring partner per Napoli e Roma con esiti umilianti. Nonostante lo spettacolo decisamente poco gradevole offerto fino a domenica scorsa però anche domani i gruppi organizzati della Curva Bulgarelli hanno deciso di sostenere la squadra dal primo all'ultimo minuto senza soluzione di continuità per dimostrare di essere (almeno loro) sempre presenti e pronti a fare la loro parte non solo nella legittima e convinta contestazione all'operato della dirigenza ormai in atto da diversi mesi, ma anche e soprattutto nel sostenere i colori gloriosi che appena poche ore fa hanno celebrato il proprio 104esimo compleanno. Cosa succederà dunque se al termine della gara contro il Verona i rossoblù non avranno disputato una gara all'altezza delle aspettative portando a casa una vittoria? Il sostegno incondizionato degli ultimi anni dovrebbe arrivare al termine e da lunedì stesso tutti i protagonisti, dai portieri agli attaccanti passando per lo staff tecnico, diventerebbero oggetto di una contestazione dai tratti ancora non definibili ma che si preannuncia dura e convinta quanto lo è sempre stato l'appoggio di queste tribolate stagioni. Si tratterebbe di un cambio di rotta decisamente significativo e coraggioso che aumenterebbe notevolmente la pressione sulla squadra mettendo ogni tesserato davanti alle proprie responsabilità senza possibilità di appello. Arrivare alla rottura totale con la squadra potrebbe essere anche un gesto pericoloso da compiere con ancora tutto un campionato davanti, ma si tratta di un'azione assolutamente legittima e che va letta nell'ottica di uomini e donne che ormai da anni sacrificano le loro giornate in nome di un Bologna che in cambio regala emozioni con il contagocce. Bisogna poi rendersi anche conto che la contestazione per un tifoso è forse il momento più difficile perchè comporta una lotta interna con quell'amore incondizionato che lo lega alla storia del club e che quindi nessuno domani andrà al Dall'Ara aspettando solo il momento di poter iniziare a fischiare. Questo però ormai sembra essere rimasto l'unico modo per cercare di destare un Bologna che a ottobre sta ancora sonnecchiando pigramente: ora però non c'è più tempo per rimandare la sveglia.

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