di Davide De Stradis

Analizzando il possesso palla, balza immediatamente agli occhi il fatto che il Bologna sicuramente non sia una squadra che riesca a prendere in mano le redini del gioco durante l'incontro. Sono infatti solo 22 i minuti a partita in cui i rossoblù riescono a gestire il pallone, mentre nel restante tempo di gara è la squadra avversaria ad averne il possesso. Numeri preoccupanti se si pensa che solo Chievo, Catania e Atalanta hanno fatto peggio e persino Sassuolo e Sampdoria, che si trovano più in basso in classifica, hanno dati migliori dei felsinei. Ancora più drammatica la situazione dei passaggi, visto che finora i giocatori rossoblù ne hanno messi a referto 4048, decisamente pochi in confronto a squadre più o meno dello stesso livello come il Torino che ne ha realizzati ben 5160, quindi oltre 1000 in più. Ma non è tutto. Un dato ancora più preoccupante è che dei 4048 passaggi, solo 3211 sono riusciti, con una media che sfiora il 61% e che è la terza più bassa tra le squadre del nostro campionato (peggio dei rossoblù hanno fatto solo Chievo e Catania). Ma sicuramente il dato che farà meno piacere ai tifosi del Bologna è quello sulla supremazia territoriale, ovvero il tempo per partita in cui la squadra di Pioli si trova nella metà campo avversaria e qui i numeri sono impietosi: 8 minuti e 50 secondi con una misera percentuale del 45.2% di pericolosità, inferiore di ben 5 punti al Cagliari demolito al Sant'Elia. Si tratta di dati che devono fare riflettere e devono indurre Pioli a qualche modifica nel sistema di gioco, cambiamenti repentini che consentano una maggior circolazione di palla che porti il Bologna a gestire meglio le partite, non affannandosi ad inseguire sempre gli avversari ed avendo così più lucidità quando si trova nell'area avversaria.

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