Cambiamenti di modulo, di interpreti e di atteggiamento saranno importanti per dare finalmente il via ad un nuovo campionato in cui il Bologna possa togliersi qualche soddisfazione ed inseguire la salvezza, ma se c'è un singolo interprete da cui è lecito attendersi una svolta quello è Cesare Natali. Prima la sua rete con il Torino aveva illuso tutti del fatto che il Bologna potesse reagire e magari anche ribaltare il risultato al Dall'Ara per provare a conquistare una prima vittoria dopo due pareggi giusti. Poi la sua espulsione con squalifica di tre giornate ha spento la luce non solo su quell'incontro ma anche sulla stagione dei rossoblù che da allora hanno collezionato due sconfitte perentorie con Roma e Verona e subito una rimonta clamorosa da parte del Milan. La modalità con cui è arrivato quel cartellino nel tunnel degli spogliatoi è stata sicuramente anomala, ma le limitate proteste successive hanno di fatto legittimato la decisione dell'arbitro e la lunga squalifica è stata una punizione giusta nei confronti di un giocatore così esperto che non dovrebbe mai lasciarsi andare a simili gesti, ma ora tutto questo è alle spalle e tocca a Natali riaccendere la luce nel Bologna. Senza di lui sono arrivati 12 dei 20 gol subiti complessivamente in stagione mentre invece la sua presenza in campo nei pareggi con Sampdoria e Udinese sembrava aver dato qualche timida certezza ad un reparto comunque traballante per problemi relativi all'intero impianto di gioco rossoblù. Un anno fa le presenze del centrale bergamasco furono poche ma importanti tanto da consentire al Bologna di conquistare 4 punti in 3 partite prima che la rottura del crociato privasse Pioli dell'ex tornato alla base dopo nove stagioni. Risalendo proprio al passato recente di Natali scopriamo che la Fiorentina dell'anno 2011/2012 in cui egli collezionò 35 presenze ed anche 3 gol finì il campionato come la quarta miglior difesa italiana con appena 43 reti concesse agli avversari. Oltre a questo dato già indicativo bisogna poi rilevare che quella squadra guidata dal trittico Mihajlovic-Rossi-Guerini adottò per mezza stagione il modulo con la difesa a tre di cui Natali era l'ancora centrale. Questo è esattamente il motivo per cui Stefano Pioli può sorridere in vista di domenica: la possibilità di riproporre una retroguardia con cui ha già ottenuto risultati importanti. La motivazione principale per cui il 3-5-2 non era stato ancora riproposto (eccetto che nel finale contro il Milan) è sicuramente l'assenza di un leader carismatico ed esperto in grado di guidare una difesa che deve essere sempre attenta e ben posizionata. Ecco perchè Natali da domenica dovrà essere l'uomo in più per il Bologna, una sorta di nuovo acquisto arrivato con quasi un anno di ritardo per salvare anche la panchina del mister.

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