di Manuel Minguzzi
Anche se l'avvocato americano ieri sera all'uscita dal suo hotel non si è sbottonato, "mi è costato molto" si è limitato a rispondere a chi chiedeva conto delle cifre per comprare il Bfc, il costo dell'operazione ricalca un po' le notizie uscite negli ultimi giorni. Già detto della caparra di un milione da versare entro una settimana, la cordata di investitori americani dovrà poi farsi carico dell'aumento di capitale da circa 13 milioni entro l'8 ottobre (fondamentale avvenga perché ci sarà poi la tranche di stipendi da saldare) a cui, come detto, verrà scalato l'anticipo. Per quanto riguarda la liquidazione ai soci si parla di una cifra di circa 3.5 milioni mentre pare verranno condonati altri 2.2 milioni che la controllante Bologna 2010 avrebbe dovuto versare nel Bfc 1909. Facendo la somma ne viene fuori un affare da 18-20 milioni di euro. Per quanto riguarda la caparra, pare che la richiesta dei soci fosse di 1.4 milioni ma che alla fine si sia trovato l'accordo a metà strada rispetto all'offerta di Tacopina di 500mila. Come già annunciato nella tarda serata, oggi partirà la due diligence e al ritorno in Italia di Tacopina il suo team lo relazionerà sui libri contabili nonostante il grosso delle informazioni sia già in possesso degli americani. A quel punto arriverà il versamento del milione e si procederà con la seconda fase che, speriamo, porterà all'aumento di capitale.
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