La gara contro il Siena ha visto i rossoblu cambiare in corso la disposizione tattica della loro difesa riproponendo uno dei temi classici delle discussioni tra tifosi: meglio la difesa a tre o a quattro uomini? Esaminando soltanto l'andamento della partita pareggiata domenica contro i toscani verrebbe da rispondere di getto che la soluzione vincente sia la prima, però la valutazione in questo caso è figlia anche di un errato adattamento di Sorensen a terzino destro che ha sconvolto gli equilibri della squadra. Allarghiamo allora l'esame alle formazioni titolari proposte in queste ventiquattro giornate: Stefano Pioli ha proposto per undici volte la retroguardia a tre e nelle restanti tredici quella con quattro difensori cambiando però spesso anche gli interpreti. L'unico vero punto fisso sembra essere lo svedese Antonsson che però a inizio campionato ha faticato parecchio ad assumere i galloni di comandante del reparto lasciando ben presto il ruolo prima brevemente a Natali, poi a Sorensen e quindi a Portanova. Nella gara contro il Siena però è sembrato che Pioli abbia deciso di dargli di nuovo fiducia come perno centrale della sua retroguardia. Il giovane danese Sorensen invece si è imposto come leader della difesa a tre solo a partire dalla decima giornata guadagnandosi sul campo la stima dei tifosi, del tecnico e dei compagni con alcune prestazioni straordinarie in marcatura sull'attaccante avversario più pericoloso. Dopo aver annientato anche un bomber di razza come Di Natale però egli ha dovuto cedere il passo al rientro di Portanova alternandosi di nuovo con Antonsson come partner dell'ex capitano. In quel breve periodo Pioli ha deciso di tornare a difendere a quattro per favorire le caratteristiche fisiche e tattiche del centrale italiano che ha guidato con sicurezza il reparto fino alla sua cessione al Genoa. A completare l'analisi dei singoli dobbiamo dire che Motta e Garics si sono divisi equamente e con medesimi scarsi risultati il ruolo di terzino destro mentre invece a sinistra gli svarioni del generoso Morleo hanno favorito la promozione di Cherubin anche come esterno, ruolo svolto spesso con successo. Per giudicare invece la scelta tattica complessiva bisogna ricordare che Pioli tendenzialmente ama schierare lo stesso numero di difensori della squadra avversaria e che ad inizio stagione ha condotto una serie di esperimenti sul campo che si sono spesso rivelati un fallimento. La quadratura del cerchio è stata trovata solo a partire dalla undicesima giornata prima quando la difesa a tre ha dato risposte importanti poi quando il rientro dalla squalifica di Portanova ha riportato in campo un uomo forte su cui fare affidamento. Dal momento della sua cessione sembra però che il giovane Sorensen si sia perso sentendosi forse schiacchiato dal peso della responsabilità: in questo senso può essere positivo provare a dare nuovamente fiducia al più esperto Antonsson lasciando al danese il tempo per riacquistare sicurezza.
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