La buona stagione della Primavera rossoblù ha messo in risalto alcuni giovani interessanti della squadra allenata da Baldini. Al di la della buona stagione disputata, l'idea della società pare essere quella di aggregare al ritiro estivo della prima squadra 3 di questi ragazzi per valutarli ed inserirli in un contesto professionistico, facendogli respirare un'aria più competitiva, utile per la loro crescita individuale. I tre indiziati ad oggi sono Palomeque, Ferrari e Veratti, rispettivamente 2 difensori e un attaccante; si tratta di una grande opportunità per cercare di convincere Pioli a puntare su di loro anche dopo la preparazione estiva. L'idea di portare i giovani in ritiro è un classico ed è anche giusto che sia così, ma sarebbe bello dare seguito a questa prima parte di precampionato che coinvolge questi ragazzi facendo si che il ritiro non rimanga una parentesi ma sia di fatto un trampolino di lancio per le loro carriere, permettendo loro anche di collezionare qualche presenza in Serie A. I rischi ci sono è normale, ma d'altro canto il campione affermato è partito dalle giovanili, da dove altrimenti? È chiaro che bisogna preservare l’avvenire di ragazzi di 18-19 anni senza caricarli di responsabilità eccessive, ma è allo stesso tempo giusto che facciano esperienza e saggino le pressioni, il clima e la realtà del professionismo, evitando loro di scomparire nell'anonimato. Peggio ancora sarebbe cederli in prestito senza garanzie in Lega Pro per dargli spazio, col rischio che finiscano a scaldare la panchina di chissà quale squadra, sciupando un anno della loro carriera. Se il Bologna decide di concentrarsi su 2-3 elementi della Primavera, non rischia certo di bruciare nessuna gioventù se si programma la loro crescita. Affiancando i ragazzi ai "grandi", si da loro modo di lavorare con degli esempi reali dai quali c'è solo da imparare e possibilmente, prendere spunto e chiedere consiglio. Figuriamoci un Veratti che dialoga con Gilardino sui movimenti migliori per aggirare una difesa o come smarcarsi sotto porta, sarà sicuramente più istruttivo di una classica partita coi pari età e comunque qualcosa in più dei pur ottimi consigli tattici del proprio allenatore. Dare quindi il giusto spazio ai giovani è una cosa su cui puntare ogni anno, esaminando il proprio vivaio e scegliendo i più promettenti, di modo che si possa tangibilmente testare il valore delle proprie scelte e di conseguenza coglierne i frutti: di sicuro non usciranno eserciti di Diamanti o dei Kone, ma un buon elemento che possa fare 10-15 presenze, non comparsate, in Serie A lo si può trovare per ogni stagione. Infine, la maturazione di un giovane su cui si investe, può portare anche ad un reale risparmio sul calciomercato, a cui spesso si ricorre per andare sull'usato sicuro ma che frequentemente porta ad appesantire il monte ingaggi e che non ha di certo lo stesso entusiasmo che ha un ragazzo di 19 anni con la voglia di dimostrare il proprio valore a chi ha scommesso su di lui dandogli un’opportunità.

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