Quanti di noi in questi ultimi giorni si sono esaltati per le imprese del Borussia Dortmund? E pensare che il Bologna avrebbe potuto essere allo stesso posto senza troppa fatica. Ovviamente si tratta di una provocazione, ma in fin dei conti per togliersi la soddisfazione di battere il Real Madrid e raggiungere la finale di Champions League non è detto che servano centinaia di milioni di euro. Il tanto celebrato Borussia Dortmund infatti non è sicuramente una delle grandi potenze del calcio mondiale a livello di investimenti, ma ha comunque una delle rose più giovani e di valore (tecnico ed ecnomico) almeno del panorama europeo. Il vero segreto del loro successo sta in parole semplici come programmazione e progettualità: concetti che purtroppo a Bologna e più in generale in Italia sembrano non andare di moda. Per capire meglio però dobbiamo analizzare rapidamente i costi sostenuti dal club tedesco in fase di mercato negli ultimi anni e vedrete che paragonandoli con quelli del nostro Bologna avremo qualche sorpresa. Partiamo innanzitutto dai quattordici giocatori protagonisti della doppia sfida contro il Real Madrid: più di un terzo di essi non è costato praticamente nulla visto che due (Weidenfeller e Piszczek) sono arrivati svincolati e tre (Schmelzer, Gotze e Grosskreutz) sono stati cresciuti direttamente nelle giovanili. Gli altri nove sono stati tutti acquistati dal 2002 ad oggi nell'ottica di una crescita graduale che non puntasse nè a coltivare i talenti altrui con sterili prestiti nè a svendere un giocatore non appena se ne vedesse aumentato il valore. Anno dopo anno il Borussia Dortmund ha aggiunto un pezzo al suo prezioso mosaico cercando di individuare sempre gli uomini giusti al prezzo più equo. Basti pensare che, prima dell'acquisto di Reus dell'estate scorsa per 17 milioni di euro, il club giallonero non aveva mai speso più di 6 milioni per un calciatore. E anche l'ultima follia di mercato è stata resa possibile solo dalla contemporanea cessione di Kagawa (pagato appena 350mila euro solo nel 2010) per 16 milioni di euro al Manchester United. A proposito di plusvalenze da capogiro aggiungiamo che Gotze, talento cresciuto nel vivaio, è stato ceduto da poche settimane al Bayern Monaco per la cifra record di 37 milioni di euro. Negli ultimi quattro anni il Borussia Dortmund ha investito sul mercato una cifra di poco superiore ai 55 milioni di euro mentre invece nello stesso periodo il Bologna ha sfiorato i 53 milioni. Eppure i risultati sul campo non sembrano essere esattamente gli stessi. Il paragone poi diventa impietoso andando a paragonare gli investimenti sostenuti per alcuni singoli giocatori. Ad esempio Lewandowski è stato pagato 4,7 milioni nell'estate del 2010 proprio mentre il Bologna valutava 2,5 milioni la metà del cartellino di Meggiorini. O ancora vediamo il caso di Bender valutato 1.5 milioni nel 2009 quando per la stessa cifra complessiva arrivavano a Casteldebole atleti come Tedesco, Guana, Succi e Rafael Santos. Nessuno ha l'ingenuità di immaginare veramente il Bologna sul tetto d'Europa per semplice proprietà transitiva, ma sicuramente guardarsi attorno con occhio critico aiuta a capire che si può ancora fare ottimo calcio senza dilapidare patrimoni.
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