Una volta dissero dell'immenso Muhammad Ali che volava come una farfalla e pungeva come un'ape. Volendo impossessarci per un momento di queste belle parole potremmo usarle per descrivere la vittoria conquistata ieri sera dal Bologna sul terreno scivoloso (e non solo in senso figurato) di San Siro. I ragazzi di Pioli in teoria avrebbero dovuto essere fagocitati dal mostro nerazzurro affamato di riscatto dopo lo smacco subito in settimana ad opera del Tottenham ma in pratica sono scesi in campo sereni e sfrontati pronti a farsi beffe dei troppi errori degli avversari e del loro tecnico. Ancora una volta infatti Stramaccioni non ha fatto nulla per evitare di passare per capro espiatorio di tutti i problemi dell'Inter lanciando dal primo minuto il baby Benassi senza neanche spiegargli dove collocarsi in campo e lasciando così la sua squadra in inferiorità numerica per metà partita. Come una farfalla leggera quindi i rossoblu si sono divertiti alle spalle dei ben più quotati avversari costruendo azioni in velocità, recuperando ottimi palloni ma sprecando anche occasioni imperdibili senza però subire mai particolarmente la reazione dei milanesi che si sono limitati a scalciare impunemente sulle caviglie dei ragazzi bolognesi. L'Inter infatti è scesa in campo confusa e soltanto ritrovando certezze come Cassano e Cambiasso è riuscita a ritrovare anche una parvenza di equilibrio. L'ape Bologna però aveva già affondato il suo pungiglione nella carne tenera del nemico grazie a un'invenzione straordinaria di Perez trasformata in gol dall'istinto del goleador vero che anima ancora le partite di Gilardino. La ripresa è stata lunghissima per tutti i tifosi rossoblu che ad ogni cross effettuato dai nerazzurri hanno rivissuto l'incubo della beffa di Coppa Italia. Curci ha cercato di emulare il collega in un paio di occasioni ma nel finale ha chiuso la porta con un ottimo riflesso guadagnandosi gli applausi convinti anche di chi non lo apprezza. Della notte di San Siro restano l'esordio convinto e convincente di Naldo, la prova concreta dell'altro neoarrivato Christodoulopoulos e la diga costruita dal sottovalutato Morleo, ma soprattutto la lezione di calcio impartita da mister Pioli al collega Stramaccioni non tanto solo dal punto di vista tecnico ma anche psicologico. Forse per il tecnico dell'Inter quella di ieri è stata l'ultima sconfitta e ci sarà bisogno di tempo per tornare ad allenare su una panchina di Serie A, categoria in cui esperienza e malizia contano ancora tanto. E proprio queste due qualità probabilmente già da martedì spingeranno Pioli a cancellare dalla mente dei suoi giocatori la salvezza ormai acquisita e la bella impresa sudata e meritata: sabato prossimo arriva la Juventus e il Dall'Ara vuole il poker.
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