La pausa è generalmente un momento per riflettere, riordinare le idee, cercare eventuali soluzioni ai problemi ma anche, perché no, ricaricare le batterie. In queste due settimane, quelle che precedono l'impegno del 24 novembre contro l'Inter, mister Pioli dovrà far si che il suo Bologna ritrovi sé stesso, sia sul campo, sia mentalmente. La sconfitta di Bergamo ha rovinato un momento tutto sommato positivo e il modo in cui è maturata ha peggiorato le cose, inasprendo alcuni temi, vedi voce 'scontenti'. Già durante la partita, l'acceso siparietto fra Kone e il fisioterapista Ghelli in occasione di uno scontro di gioco, aveva sollevato dubbi sul fatto sulla tranquillità degli animi nel Bologna, ma si sa, sul campo la tensione gioca brutti scherzi. Quel che è però emerso dal lunedì quando sono partiti i processi alla squadra, pare essere un clima non del tutto rilassato nei singoli, fra soliti noti e novità, che complicano il già intricato lavoro di Pioli dal punto di vista del campo: perché bisogna ricordare che la squadra non perde solo per qualche malumore, ma anche perché è ancora un cantiere aperto. Pazienza e Della Rocca avrebbero lamentato il poco spazio avuto. Il primo è cosa nota, il secondo è recente visto il suo scarso impiego dopo il rientro dall'infortunio, anche se la pessima prestazione di Bergamo da ragione nettamente al mister. Tornando al primo, in estate Pioli si era anche detto felice sulla permanenza di Pazienza, il quale nelle ultime partite sta trovando maggior spazio, squalifiche permettendo. In attacco, c'è Acquafresca, da tempo messo in panca da tempo da Pioli, che a gennaio non ostacolò il suo passaggio al Levante. Quando il tecnico venne confermato a Bologna in pompa magna, il ragazzo fece capire che sarebbe stato inutile rientrare sotto le Due Torri. Invece Acqaufresca, è stato riscattato dal Genoa e integrato in rosa, risultando di fatto risorsa a disposizione il club. Risultato? Un precampionato ai margini, seguito da qualche sparuta presenza in A e un ruolo ancora tutto da capire. In porta invece, Agliardi da primo è diventato ultimo: fatale fu la famosa uscita a vuoto in Coppa Italia contro l'Inter che costò l'eliminazione dalla rassegna nei minuti finali del match. Bocciato sul campo prima e dal presidente poi in diretta TV, il portiere lombardo sarà l'ultimo nella rosa del Bologna, se misuriamo il grado di felicità: da erede designato di Gillet a secondo del secondo, un discreto declassamento. Recuperarlo pare impossibile visti i precedenti, nonostante le prestazioni di Curci siano un assist a porta vuota. Infine il modulo, che fa storcere il naso al reparto offensivo: Diamanti e Kone hanno mostrato e comunque fatto presente, di non riuscire ad esprimersi al meglio nel 3-5-1-1 e Cristaldo di riflesso, essendo soprattutto una seconda punta. La situazione generale delinea una squadra che va rimessa in sesto perché i mal di pancia, per quanto possano essere discreti, in qualche modo traspaiono e influenzano chi non è coinvolto direttamente, venendo gioco-forza condizionato. Le medicine però Pioli le conosce: chiarire i ruoli, dare continuità alle idee valorizzando le risorse e soprattutto portare tutti a remare nella stessa direzione, una volta appianate divergenze e malumori. In questo modo ci si risolleva e ci si può salvare, tutti insieme, di squadra. In bocca al lupo mister.

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