Da Casteldebole non filtra alcuna notizia di una fiducia incrinata nei confronti di Stefano Pioli, ma sicuramente la partita contro il Milan ha riaperto in città la critica sull'operato del mister ed in particolare sulla sua gestione dei cambi. Anzi il dibattito è iniziato ancora prima al momento del primo gol di Laxalt che ovviamente ha fatto sobbalzare tutti i tifosi sul proprio seggiolino allo stadio o sul divano. Vedere questo giovane uruguaiano mettere a segno una rete pregevolissima per costruzione e fattura ha fatto sì che tanti si domandassero cosa stesse aspettando Pioli a metterlo in campo. Tali domande hanno acquisito ancora maggior forza dopo la seconda marcatura del ragazzo che ha dato il vantaggio al Bologna estendendosi poi anche all'attaccante Cristaldo all'esordio dal primo minuto con gol. Per quanto riguarda Laxalt il discorso è piuttosto semplice ed in questo momento la cosa peggiore sembra essere sopravvalutare il giovane caricandolo da subito di aspettative eccessive. Cristaldo invece ha dato segnali di grande vivacità che non devono creare un dualismo con Bianchi ma semplicemente dare a tutti (Pioli compreso) la convinzione di poter finalmente schierare un tandem offensivo completo che abbini forza fisica e velocità. Far lavorare bene insieme il numero 9 ed il 99 rossoblù vuol dire creare numerosi problemi alle difese di tutta la Serie A. Più in generale occorre ricordare che da oggi non inizia quindi una nuova era in cui i titolari della gara contro il Milan diventano insostituibili a prescindere a scapito dei compagni, ma che semplicemente il Bologna scopre di avere qualche risorsa in più che potrà dare il suo contributo alla lotta per la salvezza.

Immagine non disponibile

Passiamo poi alla seconda parte delle critiche piovute sul tecnico rossoblù per le modifiche apportate ad una formazione in grado di andare sul doppio vantaggio contro il Milan. L'ingresso di Della Rocca per Pazienza in teoria doveva portare maggiore qualità nel possesso di palla garantendo magari qualche fallo subìto in più a centrocampo, quello di Sorensen invece ha consentito al Bologna di passare ad una difesa a tre in grado di rispondere al 4-3-3 rossonero aumentando la densità sugli esterni. In entrambi i casi si tratta di scelte tatticamente condivisibili nate da un'attenta lettura della gara e che avevano come scopo la risposta colpo su colpo alle scelte fatte da Allegri per cercare di riequilibrare il risultato. Aldilà del fatto che poi entrambi i subentrati abbiano deluso con un approccio moscio alla gara quando sarebbero servite concentrazione e determinazione, il problema più grave è stato invece quando Krhin, entrato al posto di uno stremato Perez, ha perso il controllo della linea di centrocampo collassando su quella di difesa. Improvvisamente il Milan ha quindi alzato il suo baricentro costringendo quasi tutto il Bologna nella sua area di rigore e dal sovraffollamento sono nati rimpalli casuali che hanno favorito la rimonta degli ospiti. Pioli ha quindi sbagliato i cambi? In realtà ha dovuto soltanto arrangiarsi con quanto messo a disposizione dalla società e rimasto dopo infortuni e squalifiche. Avendo a disposizione Kone, Natali, Cherubin o Taider infatti nessuno dei tre giocatori chiamati in causa mercoledì sera avrebbe probabilmente visto il campo e la gara si sarebbe conclusa con un risultato differente. Ecco che allora prima di farsi eventualmente tentare dall'idea di mettere in discussione Pioli, qualcun altro dovrebbe farsi un accurato esame di coscienza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti