Ricordate la scorsa estate quando tutta Italia improvvisamente si è innamorata di Alessandro Diamanti? Riuscite a ripensare a quella sensazione di profondo orgoglio provato da tutti noi bolognesi? Esultare ad ogni suo ingresso in campo come a un gol decisivo del nostro Bologna e vedere intorno a noi amici e colleghi parlare con entusiasmo sempre crescente di un giocatore che noi conoscevamo già bene per i suoi gol e i suoi colpi di genio in rossoblu: sono stati momenti di pura gioia che però oggi sembrano lontanissimi. Improvvisamente infatti l'infatuazione del commissario tecnico Prandelli per il fantasista toscano sembra infatti essersi spenta proprio quando lo stesso Diamanti puntava con decisione ad un ruolo da protagonista ai Mondiali brasiliani del 2014. In quest'ottica forse vanno lette anche le moderate aperture dello stesso giocatore verso un'avventura lontano da Bologna magari in un top club che gli possa garantire maggiore visibilità anche a livello continentale. La bocciatura però è arrivata improvvisa ed inspiegabile proprio quando a fargli compagnia in azzurro è tornato anche Alberto Gilardino, bomber ritrovato in rossoblu che ha di fatto costretto Prandelli a riconvocarlo a suon di gol visto che tra gli italiani solo Di Natale finora ha segnato quanto lui. L'attaccante biellese ha però riconquistato solo la convocazione senza riprendersi mai davvero la maglia della Nazionale visto che nelle occasioni avute ha collezionato appena una mezzoretta complessiva di presenza in campo e anche ieri sera contro Malta gli è stato riservato il poco invidiabile ruolo di ultimo cambio. La situazione più assurda è sicuramente quella del capitano felsineo Diamanti che proprio nella gara di andata contro Malta aveva subito la chiara bocciatura da parte del commissario tecnico Prandelli con una sostituzione durante l'intervallo e che ieri sera nella trasferta isolana ha guardato i compagni giocare per novanta minuti. Quel giocatore che agli Europei aveva riacceso le speranze e la passione di milioni di italiani si è visto passare davanti nella gerarchia azzurra un'eterna promessa come Cerci, una riserva come Giaccherini e un trequartista improvvisato come Montolivo. Probabilmente sia Diamanti che Gilardino saranno stati comunque felici di far parte del gruppo azzurro, ma da bolognesi è naturale sentirsi presi in giro di fronte ad una convocazione assolutamente inutile che ha soltanto tolto al mister rossoblu Pioli la possibilità di lavorare con due dei suoi uomini più importanti. Paradossalmente è forse preferibile vedere Perez giocare sempre titolare e tornare stanco e/o infortunato dalle trasferte con l'Uruguay piuttosto che ammirare campioni altrettanto importanti e meritevoli come Diamanti e Gilardino scaldare la panchina azzurra.
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