Risolta la questione Kone, sembra che ora la massima urgenza per il Bologna debba essere rappresentata dall'evitare di arrivare alle buste per decidere il destino di Frederik Sorensen. Siamo però sicuri che questa ipotesi sia da scartare a priori? La sensazione è che in questo momento la paura preventiva di misurarsi con un avversario potente e ricco come la Juventus stia prevalendo rispetto al valore reale delle cose. Come se il Bologna non si potesse mettere legittimamente in competizione con i bianconeri per una sorta di diritto divino o obbligo di riverenza. In realtà però la situazione non è così drammatica ed anzi il club rossoblù si troverebbe in una posizione utile per cercare di risolvere la contesa in modo comunque positivo. Partiamo intanto dalla valutazione data al difensore al momento dell'acquisto ovvero quei 2,5 milioni per metà cartellino versati nel gennaio del 2012 cedendo alla stessa cifra la prima metà di Taider e poi pagati veramente l'estate successiva riscattando il giovane centrocampista francese. Un anno e mezzo fa Sorensen è stato valutato 5 milioni di euro e quindi oggi è legittimo ammettere che il suo valore sia salito di almeno altri 2 milioni e che la Juventus punti a venderlo. Il problema è che in realtà i tanti interessamenti di squadre tedesche e inglesi non si sono per ora trasformati in offerte concrete e le uniche proposte per il danese sono arrivate da altri club italiani che ne richiedono il prestito o al massimo la comproprietà. A questo punto anche la Juventus starebbe iniziando a pensare di evitare un inutile cambio di squadra dopo che Sorensen è stato valorizzato a Bologna dal lavoro di Pioli, tecnico che è ancora in grado di migliorarne le prestazioni aumentandone anche il valore di mercato. Ecco che allora un semplice rinnovo della comproprietà potrebbe risolvere il problema senza spargimenti di sangue, ma perchè non provare per una volta a fare qualcosa di più che sopravvivere? Il Bologna oggi potrebbe scegliere la strada delle buste per cercare in un modo o nell'altro di trarre vantaggio dalla situazione. Appare infatti difficile che la Juventus possa inserire una cifra cospicua per un ragazzo che non fa parte del progetto tecnico e che non ha attualmente il mercato desiderato e quindi è ragionevole pensare che con 1,5 milioni di euro gli emiliani possano anche spuntarla aggiudicandosi l'intero cartellino del danese. Qualora invece si desiderasse fare un ragionamento ancora più complesso, ecco che un'offerta pari almeno ai 2,5 milioni di euro già spesi si rivelerebbe in ogni caso vantaggiosa. Vincendo l'asta infatti si potrebbe contare sull'apporto di un giocatore importante, apprezzato da Pioli e con enormi margini di miglioramento che già oggi varrebbe molto di più dei 5 milioni complessivamente spesi. Basti pensare che ieri proprio la Juventus ha pagato quasi altrettanto l'ormai 30enne Peluso dall'Atalanta. Perdendo la gara alle buste invece il Bologna vedrebbe entrare nelle sue casse una cifra vicina ai 3 milioni di euro (di cui il 30% immediatamente) che sarebbero una bella ventata di aria fresca che consentirebbe di avere subito in mano un buon capitale con cui setacciare il mercato. Ecco però che arrivano i veri problemi che rischiano di minare questo progetto apparentemente semplice: denaro e capacità di osservazione non sono certo vocaboli cari ad un Bologna che negli ultimi anni vive di prestiti e scarti altrui.
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