Ormai in città si inseguono le voci riguardanti l'offerta fatta dal Bologna a Diego Perez nei giorni scorsi. Si passa da un biennale da 2 milioni netti a stagione a un triennale da 1.6 ma quello che conta davvero in questo caso non è la cifra. Purtroppo infatti ormai il Bologna ha perso troppo tempo per pensare davvero di poter andare a trattare la permanenza in rossoblu di un giocatore che in pratica è già libero da tre mesi. Perez infatti dal primo febbraio scorso è di fatto svincolato e sedersi a parlare con il suo procuratore equivale a trattarne l'acquisto più che il rinnovo senza possibilità di avere una posizione di forza nella contrattazione. Il suo contratto con il Bologna è ormai acqua passata e al massimo si potrebbe trovare un accordo su nuove basi e soprattutto su nuove cifre inevitabilmente gonfiate dai numerosi interessamenti pervenuti negli ultimi al giocatore da tutta Europa. Pensare che in questi giorni l'agente Delgado possa essere convocato a Casteldebole dal direttore generale Zanzi per parlare del futuro rossoblu del Ruso fa ovviamente venire in mente qualche domanda interessante. Se l'intenzione era di continuare ad avvalersi delle sue prestazioni, perchè non gli è stato proposto il prolungamento contrattuale un anno fa? Cosa è cambiato tra fine gennaio e oggi per indurre il Bologna a spendere denaro per un giocatore praticamente ignorato per tanto tempo? Una società consapevole infatti avrebbe dovuto convocare Perez e Delgado in sede diversi mesi fa e proporre un rinnovo ad una cifra già stabilita prevendendo magari incentivi a prestazione ed un futuro dirigenziale per convincere il giocatore ad accontenarsi di uno stipendio più contenuto nell'ottica di un'indispensabile riduzione del monte ingaggi. Se davvero il Bologna stesse per firmare con il mediano uruguaiano un accordo da oltre 1 milione di euro a stagione saremmo di fronte ad un vero e proprio suicidio. Non solo infatti un calciatore ultratrentenne non può pesare così tanto sulle casse di un club di medio-basso livello, ma soprattutto tale aumento salariale scatenerebbe una reazione a catena nello spogliatoio inducendo tanti altri atleti a chiede un adeguamento del proprio stipendio. In realtà però purtroppo il futuro di Diego Perez è ormai lontano da Bologna e ancora una volta la società si ritroverà a perdere a parametro zero un calciatore dal quale avrebbe potuto guadagnare una cifra significativa appena pochi mesi fa. Inoltre è evidente che andare a cercare un sostituto dopo aver già perso il titolare renderà ancora più complicate le trattative visto che le altre squadre saranno sicuramente pronte ad alzare il prezzo dei propri giocatori come fatto la scorsa estate dal Chievo quando il Bologna si presentò a Verona per chiedere Sorrentino dopo aver già venduto Gillet. Infine non dimentichiamoci che il futuro sostituto di Perez dovrà essere necessariamente più economico e quindi probabilmente anche meno valido a livello tecnico rispetto al suo illustre predecessore. Per tutti questi motivi allora sembra davvero tardi per poter anche solo parlare di un rinnovo per il Ruso: ormai i buoi sono scappati ed è inutile affrettarsi a chiudere il recinto.

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