La vera sorpresa della giornata di ieri non è stata tanto il rinnovo della comproprietà di Frederik Sorensen con la Juventus, ma piuttosto il riscatto dell'intero cartellino di Robert Acquafresca dal Genoa. Non solo giunge inatteso il ritorno sotto le Due Torri, ma soprattutto stupisce la modalità con cui è avvenuto. Dopo una prima annata comunque positiva condita da 5 gol pesanti in 32 presenze infatti l'attaccante è precipitato in fondo alle gerarchie di Pioli che tra settembre e gennaio scorsi lo ha mandato in campo appena 6 volte e mai da titolare. Qualcosa si era già rotto in estate visto che il Bologna era tornato sul mercato dopo aver speso 2,5 milioni di euro per la comproprietà di Acquafresca e gli aveva poi di fatto chiuso la porta in faccia con l'acquisto di Gilardino. Il prestito al Levante sembrava scrivere la parola "fine" su un investimento nato per costruire il futuro e trasformatosi forse troppo presto in un fallimento e invece la giornata di ieri ha cambiato di nuovo tutte le carte in tavola. Il Bologna infatti ha presentato un'offerta di ben 750mila euro nella sua busta a fronte del rotondo zero offerto dal Genoa e si è aggiudicato la proprietà completa dell'attaccante italo-polacco. La cifra messa sul piatto dal club rossoblù è decisamente alta per un giocatore apparentemente finito ai margini del progetto tecnico e porta l'investimento complessivo sul giocatore a ben 3,75 milioni di euro comprensivi del primo prestito, del riscatto della prima metà del cartellino e appunto del denaro offerto ieri. Da una parte questa operazione ha evitato pericolose svalutazioni a bilancio, ma dall'altra evidentemente lega il domani del Bologna a quello di Acquafresca a maggior ragione visto che il ragazzo è titolare di un contratto da 850mila euro netti all'anno fino al 2017. Si tratta di cifre importantissime che lo equiparano ai migliori della rosa rossoblù e che di fatto lo collocano automaticamente tra i titolari della prossima stagione visto che spendere una simile somma per una riserva sarebbe un gesto assolutamente sconsiderato. In città i più maliziosi e sospettosi parlano già di un possibile favore al Genoa per ammorbidire la trattativa legata al riscatto di Gilardino, ma al momento l'unica spiegazione razionale è che il Bologna sia sicuro di poter piazzare altrove Acquafresca entro pochi giorni. Il Levante lo accoglierebbe di nuovo volentieri, il Livorno sembra interessato, ma quello che è certo ora è che il club rossoblù dovrebbe chiedere circa 4 milioni per l'intero cartellino del giocatore in caso di cessione. Da pagare possibilimente tutti e subito. Sul campo o meno quindi il futuro del Bologna da oggi è strettamente intrecciato a quello di Acquafresca.
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