Siamo arrivati anche quest'anno al 30 giugno, data che per il Bologna ha un significato importante: la chiusura del bilancio. Dai tempi dello scongiurato fallimento, ormai i tifosi rossoblù guardano forse con maggior ansia questa data piuttosto che quelle delle grandi sfide di campionato, ben consci che dallo stato dei conti dipenderà anche la qualità della stagione successiva. Ormai sappiamo già dalle indiscrezioni uscite la scorsa settimana che il bilancio 2012/2013 del Bologna si chiuderà in rosso di circa 4 milioni di euro andando quindi a migliorare il dato finale della scorsa stagione (-6 milioni) e tornando ai livelli dell'annus horribilis 2010/2011 vissuto pericolosamente sul filo del rasoio. Apparentemente stiamo parlando di un discreto miglioramento per le casse rossoblù, ma le cose non stanno esattamente così. Negli ultimi due anni il Bologna ha visto aumentare continuamente la sua quota di diritti televisivi con Sky che è passata dall'elargizione di 28 milioni fino ai 36 attuali (aumento di 8 milioni) che avrebbero potuto essere anche di più se la squadra fosse riuscita a concludere la stagione qualche gradino più in alto. In teoria sarebbe stato infatti lecito aspettarsi almeno un decimo posto visto che a livello di monte ingaggi, con i suoi 28 milioni di euro abbondanti, il club emiliano si collocava proprio in questa posizione ovvero subito dietro alle squadre che hanno lottato per scudetto e coppe europee. È proprio questa voce a caratterizzare in negativo il bilancio del Bologna visto che di anno in anno viene riproposto il mantra della riduzione del monte ingaggi, ma poi a livello pratico il costo del parco giocatori continua ad aumentare. I dati infatti rivelano che dal 2010/2011 ad oggi il club di Guaraldi ha pagato ben 6 milioni di euro in più gli stipendi dei calciatori in rosa e, cosa ancora più grave, tutto questo non ha praticamente avuto alcuna ripercussione sul campo. Una voce numericamente positiva arriva invece dal saldo delle operazioni di mercato visto che dal pesantissimo deficit di 16,8 milioni dell'era Porcedda si è passati ad un più 3,5 milioni l'anno successivo a sua volta più che raddoppiato nell'ultima stagione arrivando ad un attivo superiore ai 7,5 milioni. Dopo aver venduto a suon di milioni i cartellini di Britos e Ramirez e le metà di Viviano e Della Rocca però sembra che la processione dei sacrificati sull'altare del bilancio debba proseguire visto che in questi giorni è stata definita anche la compartecipazione con l'Inter del 17enne Alessandro Capello per 2,5 milioni di euro. A livello contabile si tratta di un'ottima operazione che porta a valorizzare un prodotto del vivaio (quindi a costo zero) consentendo di scrivere a bilancio un bel più 5 che di fatto chiude il cerchio. In realtà però si tratta di soldi che non entrano materialmente nelle tasche del Bologna per essere impiegati nuovamente per altri trasferimenti e di fatto questa operazione porta solo ad un’ulteriore ipoteca sul futuro tecnico della squadra che si priva in anticipo della possibilità di veder crescere ed esplodere in casa un possibile grande talento.

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