Non abbiamo neanche fatto in tempo a scoprire che faccia avesse che l'argentino Leto è già diventato un giocatore del Catania. Se il buongiorno si vede dal mattino allora dobbiamo davvero temere che anche la prossima estate sarà ricca di emozioni forti per i tifosi rossoblu che da vari anni vivono il mercato come come un'agonia. Mentre gli appassionati di tante altre squadre sognano un futuro migliore infatti a Bologna non si vede l'ora che arrivi settembre per essere certi di non perdere più pezzi importanti della rosa dell'anno precedente. Sia chiaro che nessuno oggi può avere la certezza assoluta che Sebastian Leto sia un giocatore pienamente recuperato e pronto a dare quel contributo tecnico che fino a un paio d'anni lo aveva portato alla ribalta del calciomercato internazionale. Stiamo sempre parlando di un giocatore fermo ormai da un anno il cui ingaggio porta con sè una lunga lista di incognite e rischi, ma sicuramente vederlo accasato al Catania dopo averlo tenuto sotto osservazione per varie settimane nel campetto dell'Isokinetic lascia comunque l'amaro in bocca. A prescindere dall'apporto che l'argentino sarà in grado di dare ai siciliani dal prossimo anno, questa operazione di mercato rispecchia in pieno i timori dei tifosi rossoblu per la gestione del parco giocatori rossoblu. Ormai infatti il Bologna si distingue chiaramente per assenza di tempismo e progettualità nel gestire le trattative trovandosi poi spesso a dover rimediare con soluzioni dell'ultimo secondo. Meno di un anno fa abbiamo visto il club di Guaraldi cedere Gillet per poi bussare alla porta del Chievo chiedendo Sorrentino, lasciar partire serenamente Mudingayi per rimpiazzarlo con Pazienza o ancora attendere la fine dell'estate per vendere Ramirez e richiamare frettolosamente quel Kone lasciato libero solo un paio di mesi prima e successivamente trasformatosi in uno degli eroi della nuova stagione. Merita poi una citazione anche il riscatto di Acquafresca per poi farlo accomodare in panchina alle spalle di Gilardino: tutte operazioni che agli occhi dei tifosi sono sembrate poco più che improvvisazioni. Nella nuova stagione poi il ritardo sembra essere diventato il nuovo trend della gestione Guaraldi-Zanzi con Perez prima ignorato quando chiedeva un incontro e poi cercato quando ormai aveva la fila delle pretendenti fuori dalla porta con il blocchetto degli assegni in mano. Anche il riscatto di Gilardino potrebbe essere diventato molto più complicato oggi rispetto a qualche mese fa analogamente a quanto avvenuto la scorsa estate con il giovane talento Belfodil. Aspettando troppo alla fine ci si trova spesso con poco o niente in mano a parte qualche rimpianto e una manciata di denaro da investire in poco tempo sul primo obiettivo disponibile. Leto magari si rivelerà un flop e non ci mangeremo le mani per questa perdita, ma non è certamente un bel biglietto da visita in ottica mercato.
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