Tre ore di tempo ha impegato il Presidente Guaraldi a vuotare il sacco sulle vicende del Bologna Fc, davanti a quattro fortunatissimi giornalisti che hanno avuto l'onore di udire le parole del numero uno di casa rossoblù. Dalle nostre fonti siamo riusciti a capire che si è trattato di un vero e proprio monologo da parte di Albano Guaraldi, condito da qualche domanda inerente il futuro della società.
Una volta seduti il Presidente ha poi spiegato il motivo della riunione, e cioè che era arrivato il momento di chiarire molte situazioni, in modo da evitare di finire quotidianamente sui giornali per storie (lo dice lui) senza alcun tipo di fondamenta (come Volpi, Zanetti e compagnia cantante). Guaraldi ha voluto sottolineare che da Tamburi (ricordate? L'advisor del petroliere Volpi) non è mai arrivata in sede nessuna lettera d'intenti. In pratica il Presidente rossoblù non ha mai rimandato la lettere al mittente, in quanto questa lettera non è mai arrivata.
Guaraldi ha poi spiegato che i suoi problemi sono ben altri, come, ad esempio, un procedimento che pende nei suoi confronti a causa di alcune imposte non pagate dall'ex Presidente Sergio Porcedda.
Sempre il Presidente ha poi invitato i giornalisti presenti nella saletta riunioni del centro tecnico Niccolò Galli, a comprendere che alcuni errori sono stati sì commessi dalla società, ma che i 33 milioni di debiti che pendevano sulla testa del Bologna nel dicembre 2010 sono stati quasi totalmente saldati (ne mancano ancora 3). A detta di Guaraldi gli stipendi sono stati sempre pagati puntualmente, e che solamente un istituto di credito della città si è rifiutato di elargire un prestito a causa delle malelingue che circolavano sul conto della società, e che il prestito è arrivato "stranamente" da fuori Bologna, dove certe"calunnie" non hanno mai avuto orecchie all'ascolto.
Per quanto concerne il capitolo Zanetti, Guaraldi si è detto estremamente felice se il numero uno del caffè dovesse mai fare ritorno in patria, e che le porte della società sono sempre aperte e lo sono sempre state, ma che purtroppo nessuno (concretamente) si è mai fatto avanti sul serio. Il Presidente ha poi concluso dicendo che il Bologna è in vendita, ma che non deve essere svenduto per nessun motivo al mondo.
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