Il Bologna è in piena crisi di gioco e di identità. I tifosi a Sassuolo hanno manifestato il loro dissenso a fine partita, facendo capire ai giocatori che si stavano dirigendo sotto la gradinata ospite a salutarli, che non era il caso di inscenare un siparietto di ringraziamento nonostante l'invito di Diamanti ad avvicinarsi alla curva nord. Lecito e quanto mai giustificabile l'atteggiamento del pubblico, ormai esasperato da questo disastroso inizio di stagione che tanto richiama alla mente spiacevoli ricordi, che si è sentito tradito da una squadra che aveva l'obbligo quanto meno di fare risultato sul campo di una diretta concorrente per la salvezza ritenuta, almeno fino a ieri alle 15, la più abbordabile fra tutte le avversarie della serie. Non appena infatti un gruppetto di giocatori ha tentato di avvicinarsi, dalla gradinata sono partite urla, improperi e gesti che incitavano a non fare troppi passi in avanti, respingendo eventuali scuse per la bruciante sconfitta rimediata. In tutto questo bisogna sommare il clima da bufera che ha messo ancora più alla prova lo stoico pubblico rossoblù composto da circa 2000 unità che per tutta la durata della gara si sono sorbiti una vera e propria tempesta d'acqua e vento che rovesciatasi senza tregua sullo stadio reggiano. Morale: sconfitta pesante più acquazzone immondo uguale: "andate dritti nello spogliatoio a vergognarvi".
Al di la delle discussioni sulla prestazione della squadra (probabilmente fra le meno peggio sinora), della sfortuna, della bravura di Pegolo, ecc., ad un giorno di distanza, bisogna per forza guardare al domani, domani che si chiama Livorno e che verrà al Dall'Ara domenica prossima per l'ennesimo scontro salvezza. Messo da parte, ovviamente non cancellato, lo scivolone di Reggio Emilia, il tifo deve ora cercare di stare vicino alla squadra come ha già fatto tante volte, per aiutare questa squadra facendole sentire un minimo di fiducia e dandole un po' di carica. C'è anche un coro che i tifosi intonano e che ad un tratto dice "che fatica che ti chiedo, dai Bologna facci un gol", questa frase è emblematica in questo momento in cui il Bologna fatica a fare gol pur costruendo le azioni. Ora come sempre quindi, la curva Andrea Costa dovrà dare ancora una volta dare prova del proprio attaccamento e della pazienza, ripetutamente sfoderati ogni anno nei momenti di crisi o comunque nei periodi più difficili. Senza dubbio l'apporto non mancherà, perché il tifo è sempre pronto a sostenere incondizionatamente la squadra, perché l'amore nei confronti della maglia è sconfinato. E così, sicuri del pronostico sul tifo, questo vincerà ancora una volta dando lezione di generosità dagli spalti. In questo modo, il popolo rossoblù aiuterà la squadra facendo si che dopo una settimana di critiche e polemiche, appena scenderà in campo, potrà avvalersi del 12°uomo rappresentato da coloro che ci sono sempre, i tifosi. E a quel punto, magari dopo una vittoria sul Livorno, i giocatori ed il mister potranno venire tutti insieme sotto la curva senza temere di essere scacciati, per cantare tutti insieme alla gente, avvilita e vessata da tante delusioni, "che fatica che vi chiediamo!"
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