La dipendenza da Diamanti di questa squadra sta ormai assumendo connotati patologici, e ieri pomeriggio a Casteldebole ne è andato in scena un altro capitolo. Contro il Meldola, formazione romagnola che milita nel campionato di Eccellenza, è stata infatti una tripletta di Alino nei venticinque minuti finali a portare il Bologna alla vittoria. Tre gol di fattura pregevolissima, tra l’altro: il primo con la solita punizione, il secondo un cucchiaio spettacoloso che si è infilato sotto il sette, il terzo un mancino secco dal limite dell’area. Prima di questo tris i rossoblù erano fermi sull’uno a uno, con il Meldola che si difendeva con ordine e senza troppi affanni. Che serva Diamanti anche per battere una squadra di Eccellenza è preoccupante, e lo è ancora di più che il Bologna non abbia creato grossi pericoli ai romagnoli nell’arco dei novanta minuti. Il portiere avversario è stato impegnato soltanto sette volte, e di queste solamente tre sono state parate difficili: un numero esiguo contro una squadra di cinque categorie inferiori.
Alino non può reggere da solo l’intero attacco, ha bisogno del supporto dei compagni di reparto. Purtroppo nemmeno ieri Bianchi, nella mezz’ora giocata, è riuscito a segnare. Sono state tre le occasioni per andare al tiro avute dall’ex granata, di cui la seconda con un vero e proprio incaponimento che praticamente lo ha portato a togliere il pallone dai piedi di Moscardelli, per poi concludere con un diagonale a lato. Il numero nove sta iniziando a sentire il peso della mancanza del gol, questo è evidente, e la partita di domenica contro il Torino avrà per lui una valenza fondamentale: segnare contro la sua ex squadra, contro quell’allenatore con cui non è mai andato d’accordo, la prima rete ufficiale con la maglia del Bologna significherebbe scacciare quell’eco per lui fastidiosa che rimbomba sotto i portici, e che porta di arcata in arcata il nome di Gilardino. L’eredità di due giocatori come il genoano e Di Vaio è pesante, e questo lo sapeva anche lo stesso Bianchi: per lui è arrivato il momento di dimostrare di essere all’altezza della situazione.
Uno che potrebbe dare presto una mano a Diamanti è Cristaldo, partito titolare ieri e quindi difficilmente in campo dall’inizio domenica prossima. Suo è stato il gol del vantaggio del Bologna, un bel diagonale mancino da fuori area, così come sue (e di Laxalt) sono state le azioni migliori imbastite dai rossoblù nel primo tempo. Il ragazzo non è ancora in grado di reggere una partita intera, e in queste condizioni fisiche probabilmente dà il meglio subentrando nel secondo tempo. Negativa, invece, la prestazione dei due che gli stavano accanto nel tridente offensivo, ovvero Christodoulopoulos e Acquafresca. Il primo, per quanto volenteroso, ha palesato ancora delle carenze a livello tecnico e fisico, mentre il secondo ha fatto fatica a entrare nel vivo della partita, rimanendone spesso ai margini. Di certo, poi, il rigore sbagliato non lo aiuterà a livello mentale.
Un'amichevole del giovedì, quindi, che è stata molto di più di una semplice sgambata. È stata l’ennesima dimostrazione che senza Diamanti il Bologna non si salverebbe: una dimostrazione di cui Pioli sperava di fare a meno.
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