Era sicuramente la conferenza più difficile da affrontare quella di oggi pomeriggio. Dopo la batosta di domenica sera all’Olimpico era necessario che a sostenerla fosse una figura con le spalle larghe e il carisma adatto, e non a caso davanti ai microfoni si è presentato Diego Perez. È lui stesso a confermarlo: “Oggi sono qua perché abbiamo preso un colpo durissimo domenica, anche noi calciatori soffriamo ed era normale che venisse un giocatore esperto a chiedere scusa". Perez è a Bologna da ormai quattro stagioni, e quindi le partenze col freno a mano tirato le ha viste tutte: “All’inizio dell’anno il Bologna gioca sempre con le più forti, e questo non ci aiuta – esordisce l’uruguagio. Contro le piccole abbiamo sbagliato solamente la gara interna con il Torino”. Di partite intere forse sì, ma gli ultimi minuti contro il Milan gridano ancora vendetta: “Un finale come quello mi è successo tante volte, sia a favore che contro: questo è il calcio. Ma – sottolinea – ovviamente una squadra che si deve salvare non può prendere tanti gol. In questo momento ogni errore lo stiamo pagando caro”. Di modi per tornare sulla via giusta non ce ne sono tanti, anzi secondo Perez solamente uno: “Bisogna solo lavorare in silenzio, mettendo in campo la rabbia che abbiamo. E poi fare autocritica. La squadra ha tutte le qualità per uscirne”. La voglia di rimettersi in carreggiata, quindi, pare non mancare, così come non è venuta meno la fiducia del gruppo nell’allenatore: “Io sono tranquillo, perché oggi ho visto tutti i miei compagni ancora tristi per la sconfitta di domenica: c'è tanta voglia di cancellarla con una vittoria. Il nostro rapporto con Pioli – prosegue – è ottimo: lui e il suo staff hanno sempre fatto un lavoro egregio, dobbiamo solo avere fiducia in loro”.
Il problema principale, al momento, riguarda il reparto difensivo. Sono ben sedici i gol subiti in sei gare, e di questi molti sono imputabili a responsabilità dirette della difesa del Bologna: “Dobbiamo pensare a non prendere gol – conferma il Ruso – perché davanti abbiamo giocatori di qualità che le occasioni sanno costruirle. Bisogna creare un blocco difensivo, indipendentemente dal modulo che adotteremo”. Lo stesso Perez, per anni muro invalicabile della mediana rossoblù, domenica è parso particolarmente fuori forma e fuori dai giochi. Qualcuno è arrivato a definire il centrocampista un vero e proprio problema: “Io non so se sono un problema. So che non sono al cento percento, all’inizio dell’anno faccio sempre fatica”. Certo l’assenza di preparazione atletica non lo aiuta, ma il cartellino giallo rimediato contro la Roma non è riconducibile a una mancanza di tipo fisico: “Domenica sul tre a zero ero molto arrabbiato, mi sentivo impotente: l’ammonizione è figlia di questo”.
La prossima partita sarà in casa contro il Verona, una diretta concorrente per la salvezza. Il risultato possibile è solo uno, cioè quella vittoria che ancora manca in stagione: “Sarà uno scontro diretto importante, contro una squadra che ha dimostrato di avere fame. Anche noi – puntualizza – l’abbiamo dimostrato, ad esempio contro il Milan, però ci mancano quei dettagli che fanno la differenza. Comunque vogliamo ottenere la prima vittoria”. Perez in estate è stato dato più volte a un passo proprio dagli scaligeri: “Quest’estate potevo andare in tante squadre, ma sono venuto qua”. Risposta che non ammette repliche, da parte di un giocatore con le spalle larghe, il carisma adatto e una fascia virtuale sul braccio.
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