Sembra forse strano dirlo oggi dopo averlo visto recentemente all'opera con la maglia azzurra soltanto contro San Marino e Haiti, ma è evidente che questa Italia ha bisogno di Alessandro Diamanti. Ne ha bisogno quanto e forse più del Bologna stesso. In rossoblù Alino è la stella per meriti tecnici e agonistici, il leader designato dagli stessi compagni a cui affidare sempre il pallone sperando che lui riesca in ciò di cui gli altri non sono capaci. Proprio questo ruolo lo carica a volte di responsabilità eccessive portandolo ad esagerare nel protagonismo, rendendo la manovra ripetitiva e prevedibile per la lettura dei marcatori avversari che, bloccando il capitano del Bologna, di fatto neutralizzano tutta la squadra di Pioli. Nell'Italia di Prandelli invece il ruolo di Diamanti cambia perchè attorno a sè il fantasista trova spesso giocatori di livello simile al suo che sanno giocare al suo stesso ritmo di testa e di piede e a quel punto passa da leader incontrastato a primus inter pares, stella tra le stelle. Questa condizione non snobilita però Diamanti ma piuttosto ne rende più facile il compito permettendogli di esprimere più liberamente la sua creatività sapendo di metterla al servizio di compagni di pari grado. Le ultime tre partite contro San Marino, Repubblica Ceca e Haiti ci hanno dimostrato chiaramente che l'Italia non può prescindere dalla presenza in campo del fantasista toscano a cui Prandelli dovrà necessariamente trovare un posto nell'undici iniziale magari anche rinunciando alle velleità di 4-3-3 in nome di un modulo che preveda l'impiego del classico trequartista. In tutte e tre le occasioni elencate, la Nazionale ha giocato male sbagliando tanto anche a livello tecnico e trovandosi spesso a corto di idee originali per sorprendere avversari pur di livello inferiore. Gli unici veri lampi di gioco si sono visti contro San Marino e Haiti proprio grazie alla presenza in campo di Diamanti con le sue giocate estemporanee ed imprevedibili. Un dribbling secco, un'apertura di esterno, un fallo conquistato, un tiro al volo sono tutti elementi che nel corso di una partita di calcio possono fare la differenza e al momento l'unico uomo a cui poter chiedere tutto questo è proprio il capitano del Bologna. Prandelli se ne deve convincere in fretta per evitare di sprecare la vetrina della Confederations Cup, ma soprattutto per iniziare a lavorare sull'Italia che il prossimo anno tornerà in Brasile per provare a conquistare la Coppa del Mondo. Balotelli ed El Shaarawy sono giovani di grandissimo talento a cui affidarsi probabilmente per i prossimi dieci anni, ma alle loro spalle serve una guida che sappia indirizzarli senza inquadrarli, ma mostrando semplicemente loro il modo migliore per utilizzare la fantasia e la tecnica di cui dispongono. L'uomo giusto può essere soltanto Alessandro Diamanti e purtroppo se n'è già accorto anche il Milan che sta provando a comporre in rossonero proprio il medesimo tridente. Per il bene dell'Italia speriamo che se ne accorga anche Prandelli. Per il bene del Bologna speriamo di vederlo insieme solo in Nazionale.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti