Vi ricordate il Bologna della scorsa stagione? Quella goffa squadra capace di subire due gol a partita nelle prime cinque giornate di campionato sotto la gestione Bisoli e poi abilmente trasformata dall'arrivo in panchina di Stefano Pioli. In quel caso il nuovo allenatore si era trovato con due mediani di rottura, esterni sbilanciati e soprattutto senza regista. La sua soluzione è stata semplice: usare tutta la forza difensiva per dare sicurezza ai suoi uomini e solidità all'impianto di gioco. In genere in Serie A vediamo impiegato un solo incontista, ma il Bologna dell'anno scorso ne schierava contemporaneamente due (Perez e Mudingayi) a protezione di un'inedita difesa a tre guidata da Portanova con ai suoi fianchi Raggi e Antonsson. Il risultato è stato evidente sin dal principio con sole 15 reti subite nelle restanti quattordici gare del girone di andata ma soprattutto con appena 18 gol al passivo nelle diciannove partite di quello di ritorno. La media dall'arrivo di Pioli a Bologna si è quindi esattamente dimezzata consentendo ai rossoblu una splendida cavalcata fino a sfiorare il record storico di punti in Serie A. Quest'anno lo scenario è drasticamente cambiato e di quei cinque uomini che proteggevano la porta felsinea ne sono partiti ben tre ovvero Mudingayi, Raggi e Portanova (prima squalificato poi ceduto) senza dimenticare la perdita sanguinosa anche del portiere. Le certezze costruite nei mesi precedenti quindi sono svanite nell'arco di un'estate e da agosto Pioli ha dovuto ricominciare a studiare la rosa a sua disposizione per capirla e trovare il modo di farla rendere al massimo delle sue potenzialità. Dopo i primi mesi difficili in cui lo stesso tecnico ha cambiato idea ogni domenica, sembra però che in questo girone di ritorno sia stata trovata di nuovo la soluzione giusta. Non potendo più contare sulla difesa, oggi il Bologna punta tutto sull'attacco con un modulo spregiudicato che mira ad intimorire gli avversari grazie alla fantasia di Diamanti, al dinamismo di Kone, alla rapacità (a dire il vero offuscata) di Gabbiadini e alla presenza insostituibile di Gilardino. Questo poker d'assi è diventato la nuova arma vincente di Stefano Pioli che dopo otto giornate può contare sul miglior attacco della Serie A nel girone di ritorno. Sono ben 17 le reti messe a segno dai rossoblu in questa scorcio di stagione con una media quindi superiore a due gol per gara. Per dare ancora maggior significato a questo dato basti pensare che Juventus e Inter sono ferme a quota 14 insieme alla Roma mentre invece il Milan ne ha messe a segno appena 12 come la Fiorentina. Anche quest'anno sembra proprio che mister Pioli abbia alla fine trovato il modo di nascondere le debolezze del suo Bologna esaltandone solo i punti di forza.

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