Ieri l'uomo del giorno è stato sicuramente Alberto Gilardino tanto sul campo quanto fuori. Le chiacchiere da bar della mattina sui vari Santa Cruz o Floccari nascevano infatti dal fondato timore di non rivedere l'attaccante con la maglia del Bologna fra due settimane quando Pioli radunerà la sua squadra per iniziare a lavorare in vista della prossima stagione. Nel tardo pomeriggio poi è arrivata una concreta indiscrezione di mercato che ha depresso ulteriormente i bolognesi: Genoa e Roma stanno lavorando ad un doppio trasferimento proprio tra Borriello e Gilardino. Nulla di strano visto che i soldi scarseggiano per tutti ed uno scambio è sempre preferibile ad un'uscita di cassa. Il Genoa inoltre non ha mai voluto riprendersi l'attaccante biellese ma ha sempre desiderato confermare Borriello e allora la soluzione che si prospetta adesso è forse la più naturale e prevedibile sin dal principio di questa telenovela. A maggior ragione visto che Preziosi ha tutti i diritti del mondo nel gestire come meglio crede il cartellino di un giocatore che è sempre stato completamente di sua proprietà. Semmai è stato ingenuo da parte di qualcuno tra media e tifosi credere davvero che una stretta di mano o un cosiddetto "gentleman's agreement" potessero bastare a pensare di avere già in mano il riscatto anche solo di parte del cartellino di un ex campione del mondo. Invece di dare garanzie rassicuranti quanto improprie a mezzo stampa, il presidente Guaraldi avrebbe forse dovuto firmare qualche assegno a maggior ragione visto il grande rilancio di Gilardino che negli ultimi dodici mesi ha riconquistato non solo la fama di goleador implacabile, ma anche un posto in Nazionale. E arriviamo allora all'ultima parte della giornata di cui la punta è stato totale protagonista. L'infortunio di Balotelli aveva gettato nello sconforto gran parte dell'Italia calcistica, come se non esistessero altri centravanti in tutto lo Stivale. E invece Prandelli ha preso finalmente una decisione sensata affidandosi ad uno degli attaccanti più micidiali ancora in attività: quell'Alberto Gilardino che con 18 gol in 53 presenze in Nazionale ieri guardava tutti (avversari compresi) dall'alto in basso. La gara contro i super campioni della Spagna era considerata una missione impossibile, ma proprio le assenze hanno costretto il commissario tecnico italiano a cambiare pelle alla sua Nazionale. L'Italia ieri sera ha trovato in Gilardino una pedina fondamentale che ha lottato da solo contro i centrali avversari per far salire i compagni e smistare palloni in ogni direzione. L'apprezzato primo tempo degli Azzurri è stato proprio figlio di questo lavoro che ha consentito di aumentare le alternative offensive, privando la temuta Spagna di punti di riferimento e costringendola ad evitare il suo solito e noiosissimo possesso di palla. I novanta minuti di sacrificio dell'ormai ex attaccante del Bologna hanno consentito agli Azzurri di arrivare fino ai supplementari ed ai rigori che non hanno poi condotto all'esito sperato. Per i tifosi rossoblù si è trattato però forse della delusione minore di una giornata vissuta nel segno di Gilardino.
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