Ormai il Bologna ha scelto il suo futuro e firmato il suo destino: per i prossimi tre anni sarà Rolando Bianchi l'uomo designato a condurre i rossoblù alla salvezza. Alla fine i dirigenti felsinei hanno deciso di tornare sul primo obiettivo con cui di fatto era già stato raggiunto un accordo un mese fa sulla base di un contratto triennale da circa 1 milione euro all'anno. Per le casse del Bologna si tratta della soluzione più indolore visto che non comporta nessuna spesa per l'acquisto e garantisce di non sforare troppo una soglia di ingaggio pericolosamente alta da cui ci si vuole allontanare. Economicamente e qualitativamente si tratta di un acquisto più sensato di quello di Roque Santa Cruz per cui, nonostante un rapporto qualità-prezzo piuttosto basso, erano stati costruiti ponti d'oro che avrebbero stretto ancora di più la corda al collo di un club che naviga a vista. Il presidente Guaraldi aveva già chiesto alla fine della scorsa settimana di tornare a contattare Bianchi e ieri sera è stato accontentato di fronte ai continui tentennamenti del paraguayano e alle parole di Preziosi che di fatto chiudevano la porta alla possibilità di ottenere uleriori trattamenti di favore per Gilardino. Se da un lato è vero che il nuovo arrivato non garantisce i gol e le giocate del predecessore, dall'altro è innegabile che si tratti però della scelta migliore almeno tra le quelle visionate e trattate dai dirigenti rossoblù. Rispetto al biellese, stiamo infatti parlando di un giocatore meno propenso al sacrificio, che non riesce a nascondere da solo i problemi di un'intera squadra, nato per stare nell'area avversaria piuttosto che per la manovra corale ma che sa farsi rispettare soprattutto sotto porta anche di testa. Non è un caso che nelle ultime sette stagioni tra Serie A, Premier League e Serie B sia andato in doppia cifra sei volte raggiungendo anche quota venti in due occasioni, ma in tutti questi casi era attorniato da una squadra che gli forniva una gran quantità di assist. Ecco allora il vero problema dell'acquisto di Bianchi: la squadra che gli giocherà attorno. Lo scorso anno spesso Gilardino ha dovuto costruirsi da solo le occasioni imitando l'ex Di Vaio pur non avendone le caratteristiche, ma ciò non dovrà ripetersi nel corso della prossima stagione. Per far rendere al meglio l'ex capitano del Torino servono cross ben confezionati e assist con il contagiri che dovranno arrivare tanto dagli esterni quanto dal piede di un Diamanti a questo punto sempre più indispensabile. Pioli non aveva messo Bianchi in cima alle sue preferenze proprio per non dover rivoluzionare nuovamente l'impostazione tattica del suo Bologna, ma non c'è dubbio sul fatto che ora affronti la sfida con la solita professionalità nonostante l'ennesima prova di scarsa comunicazione all'interno del club. Non bisogna dimenticare poi che grazie a questo acquisto sarà possibile provare nuovamente a mandare in campo anche una seconda punta valorizzando ad esempio l'idolo dei tifosi Moscardelli o il costoso investimento Acquafresca. E se a fine anno il Bologna si ritrovasse con due attaccanti in doppia cifra al posto di uno, la salvezza sarebbe garantita in ogni caso.

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