Come neanche la Royal Air Force sui cieli di Berlino, stamattina Carlo Regno ha bombardato a tappeto il Bologna FC. Missili mirati, tesi a dare una scossa a una squadra che a Livorno ha dimostrato di avere un encefalogramma ai limiti del piatto. Carlo Regno è uno che, semplicemente, dice le cose come stanno. Ne aveva già dato prova in passato, e forse la scelta di mandare lui in conferenza stampa non è stata dettata totalmente dal contenzioso che Ballardini ha in corso con il Cagliari: certi concetti dovevano passare, e il messaggero migliore era il vice-allenatore rossoblù. Il primo razzo è partito in direzione della gara persa al Picchi, una partita che Ballardini aveva dichiarato di aver preparato bene: “Noi lavoriamo bene da un po’, ma l’atteggiamento tenuto dai giocatori non è stato quello che ci vuole per salvarsi: non si può iniziare il secondo tempo così. In campo – prosegue – ci vogliono determinazione, amore e orgoglio, ma non si sono visti: siamo stati molli” esclama in una mezza citazione di un Malesani di qualche anno fa. Ovviamente lo staff tecnico del Bologna ha manifestato la propria arrabbiatura ai giocatori, ma in merito a questo Regno sgancia forse la bomba più pesante: “Certo che ne abbiamo parlato, ma le parole hanno un senso solo se vengono ascoltate bene. Forse noi non riusciamo a spiegarci a dovere”. Un chiaro attacco nei confronti di un gruppo che, evidentemente, si è mostrato sordo a certi richiami. Il riferimento, però, è solo alla gara con gli amaranto, perché invece il pareggio interno con il Sassuolo, a quanto pare, è stato un risultato addirittura di lusso: “Per come li avevamo visti tornare dalle Nazionali, è andata anche bene così. Questi impegni infrasettimanali rovinano il campionato del Bologna”. Per tentare di mettere un freno alla discesa verso la Serie B, in settimana la società ha deciso di portare tutti due giorni in ritiro a Coverciano. Una scelta che Perez ieri ha dimostrato di non aver condiviso, e Regno lo segue a ruota: “Siamo stati un po’ assieme, visto il momento ci poteva stare. Ma io non sono favorevole ai ritiri, sono favorevole alle cose serie” puntualizza mandando un tracciante anche verso la dirigenza.
Domani al Dall’Ara arriverà il Cagliari, l’ennesima partita da non sbagliare di un elenco tanto lungo quanto deludente. Anche qui, ovviamente, il vice non ci gira attorno: “Domani devi vincere, sennò come fai a salvarti?”. Da qui alla fine almeno tre vittorie ci vorranno per raggiungere la salvezza, ma come può ottenerle una squadra che ne ha fatte quattro in tutta la stagione? “È una domanda eccezionale. Ma domani vinci e sono tre punti, così risucchi anche il Cagliari”. I sardi “sono una squadra straordinaria, con attaccanti di livello inferiore solamente a quelli delle grandi. Ma Conti è squalificato e non lo rimpiazzi, è un leader seguito dai compagni e che fa gioco”. Per portare a casa la vittoria si tenterà un assetto maggiormente offensivo, perché “a questo punto qualcosa bisogna rischiare”. Arriva la conferma, quindi, per l’accoppiata Bianchi-Acquafresca in attacco, un duo che al suo arrivo Ballardini aveva sostenuto avesse bisogno di tempo per amalgamarsi: “Ma il tempo – chiarisce Regno – non c’è più. Questa sarà la volta buona per vederli assieme” spiega usando uno slogan molto in voga di questi tempi. La retroguardia subirà delle modifiche dopo la brutta prova di Livorno, con Mantovani che siederà in panchina: “Ma prima di domenica scorsa la difesa non era stata imbarazzante, anzi”.
Quindi domani Cagliari, mercoledì Chievo e sabato prossimo Atalanta: “Ci giochiamo la salvezza in sei giorni” afferma il vice, che poi confessa: “Ci aspettavamo che sarebbe stato difficile, ma non così tanto”. E se lo dice Regno, il peso di queste parole va raddoppiato.
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