Orgoglio, desiderio di mettersi in mostra, gratitudine verso i tifosi ma anche voglia di rivalsa e rabbia agonistica: possono essere tutte queste e mille altre le motivazioni dietro i risultati di una squadra. Nello sport professionistico e in particolare in una realtà con ridotte possibilità economiche però anche il denaro può costituire una spinta ulteriore verso il conseguimento di qualche vittoria in più. E non solo nella forma del premio ad obiettivo che viene fissato dalla società per tutti i suoi tesserati ad inizio stagione. La Serie A infatti (come tutte le altre maggiori federazioni sportive) riconosce un premio in denaro a fine campionato in base alla posizione finale raggiunta in classifica e ovviamente è arrivato il momento anche per il Bologna di guardarsi attorno e capire quanto può guadagnare da questa regola. Con altre quattro giornate da giocare, oggi i rossoblu occupano l'undicesimo posto in classifica e possono realisticamente ambire al massimo a salire di una posizione recuperando due punti al Cagliari. Alla squadra che arriverà decima spetteranno ben 3,9 milioni di euro mentre a quella che arriverà appena un gradino sotto ne toccheranno 3,5. Una differenza di 400mila euro che può sembrare minima, ma che consentirebbero ad esempio di pagare l'ingaggio annuale di un giocatore come Taider o Morleo. Il vero problema per il club di Guaraldi inizia guardandosi alle spalle visto che la classifica vede ben cinque squadre racchiuse in due punti con il Parma pari a quota 40, Atalanta e Chievo a 39 e Sampdoria a 38. Ogni gradino sceso in classifica comporterebbe una riduzione di altre centinaia di migliaia di euro in favore di una di queste squadre. Se poi inseriamo nella lotta anche il Torino attualmente fermo a quota 36, nella malaugurata ipotesi che il Bologna terminasse la stagione al sedicesimo (quindi quintultimo) posto, nelle casse di Casteldebole arriverebbero appena 1,7 milioni di euro ovvero la metà di quanto garantito dalla posizione attuale. Rinunciare a 1,8 milioni sarebbe davvero un grave peccato: basti pensare che con una simile cifra si potrebbe pagare ad esempio l'ingaggio di Gilardino. E allora ecco che anche il denaro può e deve diventare uno stimolo ulteriore per finire bene la stagione senza rovinare con poche scialbe prestazioni il duro lavoro fatto in tutto l'anno. Ovviamente questa spinta non deve essere direttamente rivolta ai singoli giocatori che devono pensare solo al campo, ma piuttosto alla società che dovrebbe fare di tutto per spronare e motivare i suoi tesserati a non accontentarsi di ottenere semplici pareggi contro avversari abbordabili come avvenuto con Torino, Sampdoria e Palermo. Non importa neanche che il calendario ponga sulla strada dei rossoblu squadre in lotta per l'Europa o per la salvezza: ricominciare a vincere già domenica a Roma potrebbe riaprire un nuovo mini ciclo positivo che farebbe tutti felici. E anche più ricco il Bologna.

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