Le parole di ieri del direttore generale rossoblù Roberto Zanzi dovevano in teoria avere l'effetto di rassicurare tutto l'ambiente dei tifosi che in città continuano a guardare con preoccupazione anche questa campagna di calciomercato. Non è infatti una novità che il Bologna durante l'estate finisca per smantellare la rosa dell'anno precedente tra prestiti scaduti, comproprietà perse e cessioni in nome di una situazione economica che puntualmente sembra aggravarsi ogni volta che si avvicina l'apertura delle trattative. Sicuramente è vero che almeno numericamente la squadra a disposizione di Pioli in questo momento può permettersi di lavorare serenamente in ritiro, ma lo è altrettanto il fatto che non solo l'undici titolare abbia valori assoluti inferiori allo scorso anno ma anche che le riserve facciano una gran fatica a meritarsi la fiducia del mister. Se ad esempio nel ruolo del terzino destro e sinistro la situazione è rimasta quasi invariata (nonostante il bisogno di ritocchi), a centrocampo ancora una volta abbiamo assistito all'uscita di scena di un titolare come Perez in nome della promozione dell'ex riserva Krhin. Si tratta di una scena già vissuta in casa Bologna e che giustamente crea preoccupazione a maggior ragione davanti alla prospettiva di prossime ulteriori perdite. Ieri Zanzi parlava infatti della necessità di cedere alcuni esuberi come Pulzetti, Casarini, Gimenez e Acquafresca ma in realtà sembra che i primi a partire possano essere protagonisti assoluti come Sorensen, Kone e Diamanti. La cessione anche di uno solo di questi tre paladini di Pioli aprirebbe di fatto una voragine gravissima che solo un'ulteriore investimento importante sul mercato potrebbe colmare. Considerando però la scarsa propensione all'acquisto mostrata dal club di Guaraldi, ecco che per Pioli l'avvio di stagione potrebbe trasformarsi nell'inizio di un incubo. Detto che perdere un titolare sarebbe gravissimo, è vero anche che il Bologna ha ancora bisogno di liberarsi di vari giocatori in una rosa che conta già più di trenta tesserati oltre ai vari giovani aggregati. Questo problema però non è una novità visto che il monte ingaggi elevatissimo grida pietà ormai da diversi anni e puntualmente ad ogni sessione di mercato ci si ritrova nella stessa situazione di oggi. Cedere quindi è giusto, ma solo quelli giusti.
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