Il Bologna, alla ricerca del gol perduto, studia con Ballardini il modo per ritrovarlo. Il tecnico ravennate è orientato a proporre un modulo nuovo per sbloccare l’impasse in cui è capitato l’attacco rossoblù, a segno solo 27 volte in 35 giornate e che l’ultima rete l’ha siglata con Cherubin (un difensore) ormai tre settimane fa. Ora resta da capire quali saranno gli interpreti del nuovo schema, perché il 4-3-3 presume tre giocatori offensivi di molto movimento, due mezzali disposte al sacrificio ed un centrale di centrocampo ad impostare.
GLI INDIZIATI - Proviamo a capire chi potrebbe essere impiegato a Genova, al netto di infortuni e posizioni più o meno congeniali. Sul fronte d’attacco, il ruolo di punta centrale potrebbe essere occupato da Bianchi, verosimilmente tornato in corsa dopo l’ennesima prestazione incolore di Acquafresca, e potrebbe essere affiancato da uno dei due greci e Cristaldo. Sulla mediana, posto che Pazienza coprirà quasi certamente il ruolo di centrale, resta da vedere chi lo affiancherà. Se Krhin sembra sicuro del posto, l’altra maglia se la giocano Friberg, uno fra Kone o Lazaros e, più difficilmente, Ibson. Cosa può dare questo modulo? Naturalmente si auspica porti dei gol, perché è quello l’obiettivo, senza scordare che esporsi è rischioso. Sarà il caso che il modulo venga ben interpretato concretizzando quello che si crea (e il Bologna fatica non poco in questo), ma al contempo facendo attenzione in transizione e cercando di giocare con grande intensità: è il modulo che lo richiede, data la sua spregiudicatezza. Bisogna che tutti corrano, difendano e siano compatti.
TUTTO SULL’ATTACCO – Il modulo a tre punte pungola il Bologna sul suo tallone d’Achille, l’attacco. Se sarà tridente Kone-Bianchi-Cristaldo in campo ci saranno 12 reti complessive: nemmeno la metà del bottino complessivo felsineo nel quale Kone è il miglior marcatore pur non essendo un attaccante. Su questa impostazione, l’attacco rossoblù dovrà cercare la via del gol. Come? Con le incursioni di Kone e Cristaldo e con il supporto di Bianchi, che dovrà cercare di lavorare molto con i due compagni e magari rendersi anch’egli pericoloso tentando la conclusione. La chiave dell’attacco sarà la collaborazione e la velocità nei movimenti, solo così si potrà produrre qualche insidia. Sì al dinamismo e no alla staticità, significherebbe vanificare tutto: il 4-3-3 è un modulo fluido, che fa correre e rincorrere.
DIFESA A 4 - Pur essendo un modulo dichiaratamente offensivo (è il modulo di Zeman per intenderci) bisogna sottolineare quanto sia importante difendere con attenzione. Il problema, per il Bologna, rimane che la difesa a quattro durante il campionato non ha dato le garanzie sperate, mentre quella a tre, fino a qualche settimana fa acclamata dai più, si è rivelata la meno peggio. Proprio in ragione di ciò, vista la fatica che fa questa formazione a coprirsi con quattro uomini, è necessario che la squadra difenda coralmente, dando una mano al reparto, abbassandosi quando è richiesto limitando le incursioni dell’avversario con incisività: in una parola, serve compattezza.
E IL GENOA? – Il Genoa di Gasperini dovrebbe schierarsi con il 3-4-3, e quindi per certi versi speculare al Bologna. Naturalmente bisognerà fare attenzione a Gilardino che non ha bisogno di presentazioni, ma non va sottovalutato il greco Fetfatzidis, trequartista imprevedibile dal buon dribbling ma dotato anche di corsa e velocità. Il Grifone è rodato e oliato nei meccanismi del modulo che usa ed è una formazione estremamente offensiva con esterni che attaccano come Antonelli e Vrsalijko, mentre a centrocampo c’è Bertolacci, centrocampista dal buon tiro dalla distanza e dall’inserimento facile. Se il Genoa non verrà fermato di squadra, con criterio e concentrazione, la velocità e la bravura negli inserimenti degli uomini di Gasperini potranno rivelarsi letali.
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