Tutti parlano dello spirito di squadra del nuovo Bologna, tanti ne ammirano la determinazione e la parola concretezza ormai è diventata un tormentone sin dalla conferenza stampa di presentazione di Ballardini. In realtà però dietro questa apparente rinascita rossoblù ci sono nomi e facce di giocatori completamente ritrovati o almeno trasformati da punti interrogativi in qualcosa di più tangibile e utile alla causa. Il cambio di allenatore porta quasi sempre ad uno stravolgimento delle gerarchie interne di una squadra, ma se i valori medi non sono poi così differenti non è detto che questo ribaltone possa poi portare anche punti in classifica.

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C'è un uomo che sicuramente ha sfruttato meglio degli altri la nuova direzione tecnica ed il suo nome è Lazaros Christodoulopoulos. Il centrocampista greco nelle ultime due gare si è rivelato un'arma tattica importantissima nello scacchiere di Ballardini che, non a caso, nelle sue sei gare da tecnico lo ha impiegato già più di quanto non fatto da Pioli con 390 minuti contro 298 e ben 4 gare intere all'attivo (contro i soli scampoli concessi dal predecessore). Ancora non è arrivato il gol, ma l'ex Panathinaikos sta offrendo una confortante continuità di rendimento guidando nel migliore dei modi le ripartenze dei compagni e aiutandoli ad uscire dalla propria area in situazioni di pressing: si tratta di un lavoro importante che Ballardini sicuramente apprezza.

Tra i beneficiati dall'esonero di Pioli troviamo evidentemente anche Rolando Bianchi che nella nuova gestione ha già collezionato 501 minuti di impiego con 3 partite complete a fronte delle misere 2 concesse nel resto del campionato con all'attivo anche un umiliante cambio prima dell'intervallo. La doppietta realizzata contro il Napoli è la miglior risposta alla fiducia di Ballardini che nelle ultime due partite gli ha affiancato anche una seconda punta in grado di aiutarlo nel liberarsi dai difensori avversari, di sfruttare al meglio le sponde di testa dell'ex granata e con il quale ha instaurato sul campo un dialogo costruttivo di cui sta beneficiando tutta la squadra.

Arriviamo quindi proprio a Jonathan Cristaldo, apparentemente scomparso dalle rotazioni proprio con l'arrivo del nuovo mister e invece rilanciato in grande stile non appena la cessione di Diamanti e la ritrovata forma fisica lo hanno consentito. Giocando da centravanti atipico non poteva reggere per tutto il campionato e una seconda punta era tatticamente proibitiva in presenza di un trequartista che accentrava gioco e palloni: ora invece l'argentino va in campo per fare il suo mestiere naturale e anche per lui sono arrivate già due gioie a Torino dopo un digiuno lungo più di quattro mesi.

Anche la difesa ha due casi di protagonisti ritrovati anche se con storie diverse: si tratta di Nicolò Cherubin e Andrea Mantovani. Il primo, al centro di una complessa vicenda di mercato, non aveva mai visto il campo con Pioli ed è stato invece rilanciato sin dal primo Bologna targato Ballardini con ottimi risultati. Il secondo invece, arrivato in estate con le stigmate di "pioliano", si è rivelato nelle ultime due partite una pedina fondamentale anche per l'attuale tecnico rossoblù accendendo così una sana competizione proprio con Cherubin per un posto da titolare.

Arriviamo infine a quella che sembra essere ancora una speranza più che una certezza, ma che finalmente potrebbe compensare tanti anni di vana attesa: Rene Krhin. Il centrocampista sloveno giocava anche con Pioli ma sempre con esiti deludenti inducendo a pensare che il suo ruolo fosse più quello del difensore centrale che del mediano. Nelle ultime due uscite però Ballardini lo ha piazzato affianco al capitano Perez ed il 23enne sembra averne in parte assorbito lo spirito guerriero dimostrando finalmente, soprattutto in alcune fasi della gara contro il Milan, quella grinta e determinazione nei contrasti che da anni i tifosi chiedevano a gran voce e a cui va aggiunta anche una discreta presenza nelle azioni offensive. Ovviamente, in questo come nei casi precedenti, è presto per parlare di nuovi miracoli del calcio ma certamente l'arrivo di Ballardini ha fatto scattare in tutti loro una scintilla che andrà tenuta viva e trasformata al più presto in una fiamma in grado di illuminare un po' di più la difficile strada verso la salvezza.

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