I numeri assoluti ora ci parlano di 160 gol realizzati in 412 presenze in Serie A con una media realizzativa assolutamente impressionante, ma quello che davvero conta per i tifosi per il Bologna è sapere che Alberto Gilardino è stato l'uomo decisivo per la conquista di questa salvezza ormai matematica. Solo poche settimane fa si parlava della necessità di recuperare al più presto la vena realizzativa del bomber rossoblu non tanto perchè lui avesse smesso di impegnarsi, ma piuttosto perchè la squadra sembrava troppo spesso ignorarlo. Ignorare uno degli attaccanti più forti della storia recente del calcio italiano è però un errore grave che tutti i difensori della Serie A sanno di non poter commettere: per spiegazioni chiedere a Lucchini dell'Atalanta. Per un attaccante di razza come Gilardino può bastare anche una mezza palla giocabile per trovare la via del gol con una continuità disarmante che quest'anno ha sancito la sua rinascita dopo un anno buio passato tra Firenze e Genova. Diamanti può far divertire, Kone può emozionare, ma l'uomo copertina della salvezza 2012-2013 non può che essere quello che veste la pesante maglia numero dieci grazie ad una strana combinazione di eventi che l'hanno portato a Bologna proprio nelle ultime curve dello scorso calciomercato estivo. Le statistiche confermano l'importanza fondamentale dei gol di Gilardino anche solo come talismano visto che ogni volta che il suo violino ha suonato i rossoblu sono poi riusciti a portare a casa almeno un punto in classifica. I suoi tredici gol sono spalmati su dieci partite in cui i ragazzi di Pioli hanno conseguito ben sei vittorie e quattro pareggi per un totale di 22 punti sui 40 complessivi segnati ora in classifica. Merita di essere segnalata anche la grande precisione di Gilardino che su 57 tiri complessivi tentati ne ha mandati 30 nello specchio della porta e 13 in fondo alla rete: in pratica una conclusione su quattro si è spenta alle spalle del portiere avversario. A queste cifre bisognerebbe aggiungere anche i due gol ingiustamente annullati a Cagliari e a Napoli che però non rientrano nelle statistiche ufficiali. Soprattutto però è utile segnalare l'immensa mole di lavoro svolta per i compagni cercando di far salire la squadra nei momenti di maggiore difficoltà, i rigori procurati con esperienza e astuzia, i preziosissimi assist regalati ed anche i disimpegni da difensore aggiunto in occasione di calci da fermo particolarmente insidiosi. Poteva segnare di più? Al netto dei rigori, Gilardino è quinto nella classifica marcatori e terzo tra gli attaccanti italiani. Poteva segnare con più continuità? È vero: con una squadra in grado di confezionare almeno tre o quattro cross decenti a partita probabilmente avrebbe già sfondato il muro delle venti marcature stagionali. Non è decisivo o emozionante come Di Vaio? Sono due giocatori talmente diversi sia per struttura fisica che per tipo di gioco da essere imparagonabili. Pensiamo piuttosto alla fortuna che abbiamo avuto nel poter contare su di lui e all'assoluta necessità di vederlo ancora con la maglia del Bologna la prossima stagione.

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