di Antonino Giurdanella
Domenica il Sassuolo farà visita al Bologna sul prato del Dall'Ara e in vista di questa sfida importantissima in chiave salvezza abbiamo contattato l'ex rossoblù Andrea Tarozzi, oggi allenatore, che proprio nella società neroverde ha mosso i primi passi della seconda fase della sua carriera.
Cosa si aspetta dalla gara di domenica prossima? "É una sfida complicata per entrambe le formazioni. Il Sassuolo viene da un recente ribaltone a livello di guida tecnica, quindi avrà motivazioni ancora più forti a maggior ragione visto che, con questa situazione di classifica, non possono perdere altri punti. Il Bologna ha altrettanta fame di vittorie pur avendo una classifica leggermente migliore, ma durante il mercato di gennaio ha perso il suo giocatore migliore. Cosa che però secondo me ha responsabilizzato la squadra visto che Perez e compagni stanno rendendo meglio rispetto al girone d'andata".
Senza Diamanti infatti sembra essere arrivata la svolta: l'ha sorpresa questo fatto? "Ci possono essere dei risvolti quando vendi un giocatore importante come Diamanti: da un lato potrebbe succedere che la squadra ne risenta per la perdita del punto di riferimento tecnico ed avere delle problematiche, dall'altro può essere il contrario, cioè che la squadra si senta più compatta, più responsabilizzata e che ogni giocatore riesca a rendere qualcosina in più. Sembra che il Bologna stia seguendo questa seconda strada, cioè che, avendo perso il leader tecnico della squadra, ogni giocatore stia rendendo quel tantino in più e sicuramente questo fatto è positivo per il campionato del Bologna".
Fallita l'esperienza Malesani, il Sassuolo ha richiamato Di Francesco: come vede la situazione in casa neroverde? "C'è da dire che Malesani non aveva un compito facilissimo: qualunque allenatore si sarebbe trovato in difficoltà nella situazione in cui versava il Sassuolo, visto che a gennaio i neroverdi hanno fatto una campagna acquisti che, a mia memoria, non ha paragoni con qualcosa come dodici giocatori nuovi. In così poco tempo non è facile per nessun allenatore far trovare ad una squadra quella compattezza e quell'esperienza di cui ha bisogno per salvarsi. Il mercato è stato importante, ma ha portato giocatori che avevano avuto poco minutaggio nel girone d'andata e quindi da rimettere in sesto a livello fisico e mentale. Inoltre i neroverdi vengono da una sola vittoria nell'ultima decina di partite, se non erro".
Qual è il suo parere sulla lotta salvezza in Serie A? "Penso che tutto si riassuma in una lotta a cinque: Bologna, Chievo, Livorno, Catania e Sassuolo. Penso che saranno queste a giocarsi la salvezza visto che le altre si sono tutte allontanate. Detto di Bologna e Sassuolo, penso che a livello di punti forse il Catania sia quello messo peggio pur avendo una bella squadra che può assolutamente provare a salvarsi. Anche il Livorno viene da un cambio di guida tecnica recente, quindi sta cercando di sistemare un po' le cose e viene da alcuni risultati positivi. Per quanto riguarda il Chievo, l'arrivo di Corini qualche mese fa aveva portato un bel bottino di punti, ma adesso le prestazioni sono in calo. É una lotta difficile perchè sono squadre che si giocano tanto e che daranno tutto fino alla fine, considerando che ci saranno parecchi scontri diretti".
A livello personale invece come giudica l'esperienza appena conclusa alla Juve Stabia? "É stata un'esperienza non lunghissima di tre mesi. Stavamo intraprendendo un buon percorso, visto che quando siamo arrivati perdevamo un sacco di partite, mentre a gennaio abbiamo cambiato molto con una decina di acquisti. Stavamo ottenendo qualche risultato con 6 punti in cinque gare, poi però è ovvio che guardando il complesso come staff tecnico abbiamo ottenuto troppi pochi punti e abbiamo pagato quello. Sono sempre i punti in classifica a fare la differenza. Quella di Castellammare è stata comunque un'esperienza che mi porterò dietro per sempre visto che è stata umanamente molto positiva".
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