Premiato durante la Top 11 di Tmw come miglior giornalista dell’anno, Luca Serafini di Sportmediaset si è concesso in esclusiva ai nostri microfoni per parlare di Bologna, Nazionale e dei problemi del nostro movimento calcistico

Dopo la retrocessione dell’anno scorso, Diego Lopez è l’allenatore giusto da cui ripartire?

"A me piace molto, come sempre quando si lavora a Cagliari con Cellino si hanno difficoltà caratteriali e umorali oltre che tecniche, ma Diego Lopez è un allenatore che è stato molto apprezzato dai suoi giocatori per la gestione, per il gioco, pur lavorando in condizioni difficilissime: lavorare con uno stadio vuoto quando si gioca in casa è veramente difficile, e quindi credo sia assolutamente la persona giusta. Il Bologna se aveva una chance di salvarsi era Diamanti, ha dovuto/voluto sacrificarsi di fronte ad un’offerta che oggi definiamo “irrinunciabile”, però bisogna poi fare i conti con la mancanza di competitività, perché una squadra come il Bologna Diamanti non lo può vendere. E se lo fa, rischia poi quello che è accaduto"

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Questa cessione da lei citata ha alimentato i malumori della piazza nei confronti di Guaraldi, con un clima ormai teso come si è dimostrato anche ieri durante la presentazione di Diego Lopez, con i giornalisti che hanno avuto da ridire nei confronti delle accuse mosse dal presidente. Tutta questa pressione potrebbe influire sul lavoro del mister?

"Un allenatore di Serie A o B in Italia, o meglio un allenatore di una piazza come Bologna, deve fare i conti con la pressione di una piazza talmente bene abituata, con la bocca buona per il calcio e con così grande tradizione che sarebbe preoccupante arrivare in una piazza addormentata, dove i giornalisti non si fanno sentire. Ho parlato di Diamanti, però bisogna onestamente riconoscere che il lavoro fatto in questi anni a Bologna è stato fatto male, delle conduzioni tecniche affidate più alla pancia che alla ragione, con le varie conferme, smentite, esoneri. Lo stesso Ballardini, che è una bravissima persona e un buon allenatore, negli ultimi anni ha avuto risultati così così. Un po’ di pepe comunque, per rispondere alla tua domanda ci vuole: se Bologna si addormenta come piazza, è finita"

Anche Pioli ha avuto dei problemi la passata stagione, culminati poi con l’esonero. Ora riparte dalla Lazio, sarà la persona adatta a rilanciare le ambizioni biancocelesti?

"E’ un altro club difficile, che negli ultimi anni ha vinto più della Roma, con una Coppa Italia ed una Supercoppa nell’ultimo quinquennio, e quindi si era abituata a certi livelli e a campagne acquisti molto importanti, comprando calciatori importanti che sono stati scoperti in Italia. Lotito è un presidente col quale sono d’accordo al 99% sulle cose che dice, un personaggio particolare a cui bisogna riconoscere di aver fatto cose importanti con la Lazio, soprattutto è stato uno dei pochi presidenti che ha chiuso i rapporti con certe frange della tifoseria. A Pioli auguro di avere una dirigenza che abbia voglia di investire sul tecnico più di quanto ne abbia avuto a Bologna"

Tornando a parlare di B e allargando la panoramica, vediamo sempre più squadre che fanno fatica ad iscriversi, ultime delle quali Siena, Brescia e Varese, mentre la Lega Pro si è fusa in un’unica divisione proprio per ovviare al fatto che tante società ogni anno faticano anche solo ad iscriversi. Quale può essere una soluzione per uscire da questo circolo vizioso?

"E’ ovviamente facile parlare di responsabilità perché in Italia siamo abituati a tagliare teste, a cercare colpevoli quando fallisce un obiettivo di una società o di una Nazionale al Mondiale. In realtà le cause sono sempre molteplici e non è mai colpa di una persona sola: l’Italia, ad esempio, non è tornata a casa per colpa di Prandelli o di Balotelli, visto che è la seconda volta che accade in due Mondiali, così come la Juventus non ha fallito in Europa per colpa di Conte. Allo stesso modo le società non falliscono solo per colpa del proprio presidente. C’è troppa allegria nel maneggiare i soldi del calcio, ci sono troppe squadre in A e B, categorie che vanno ristrutturate a partire dalla distribuzione dei diritti tv, che deve essere più equa. Bisogna ricominciare da un pochino di onestà: tutti i problemi che abbiamo in Italia, dal calcio alla politica fino all’economia e al lavoro, partono da una mancanza di onestà da parte di chi ha in mano il potere"

Proprio riguardo alla Nazionale: nella polemica venutasi a creare subito dopo l’eliminazione, lei sta con Balotelli o con i senatori?

"Non sono né pro né contro nessuno, dico semplicemente che ci siamo illusi di avere una discreta squadra dopo l’Europeo di due anni fa e forse cullandoci troppo su alcune cose successe durante l’ultimo campionato, per esempio il primo Immobile. Le responsabilità sono in primis di Abete, c he ormai è diventato un aggettivo e non più un nome, poi di Prandelli che indubbiamente ha sbagliato delle scelte. Ora in tutta onestà, non so se Destro, Toni, Rossi o lo stesso Gilardino avrebbero cambiato le sorti del nostro Mondiale, perché rimane una squadra modesta, però di certo le scelte sono state errate nel modo e tutto il resto. Ma quello su cui insisto è che è il movimento che sta soffrendo: continuiamo a vendere i migliori dicendo che non si possono rifiutare a certe offerte, non lavoriamo sui migliori giovani e la Nazionale è una conseguenza di questa crisi"

Un nome per il nuovo corso azzurro?

"Se dovessi dire un nome punterei su Roberto Mancini, uno che sa costruire le squadre al di là dei mezzi a disposizione. E’ vero che nella sua carriera ha allenato squadre con grossi mezzi a livello economico, ma per esempio nel City invece di puntare su gente come Rooney, Messi o Cristiano Ronaldo ha preferito puntare su calciatori come Silva, Yaya Tourè, Aguero e Dzeko: grandi giocatori, coi quali però si può costruire una squadra"

Per la vittoria finale del Mondiale invece chi vede favorita?

"La Germania è la squadra che mi piace di più, e credo che potrebbe davvero essere la prima volta che un europea trionfa in Sud America. Dico dunque Germania, in seconda battuta l’Olanda"

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