Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, ha parlato Carlo Mazzone, l'allenatore più presente nella storia della Serie A. Visti i 40 anni di fila sulle panchine del calcio italiano, tra cui quelle di Bologna e Roma, non poteva certo mancare il parere di Sor Carletto sulla sfida di sabato sera.
Mister Mazzone, come fa il Bologna a fermare questa Roma così forte?
"Il Bologna deve fare una grande partita, deve tirare fuori tutto il suo potenziale. È una partita certamente molto difficile perché la Roma è forte, però nel calcio non si sa mai, non sempre si rispettano i pronostici della vigilia. Il Bologna poi gioca in casa quindi potrebbe farsi rispettare."
Quanto pensa che peserà nelle file giallorosse l'assenza di Totti? È ancora così fondamentale come sembra?
"Totti è un elemento di grande qualità tecnica, rifinisce, vede la porta, vede i movimenti i compagni e li fa andare a segno, è certamente un elemento importantissimo. Però è assente e questo è un dato di fatto e potrebbe essere un vantaggio per il Bologna. Però come ho già detto non si sa mai, nel calcio non sempre vince il più forte. Il pronostico resta comunque troppo difficile."
Il Bologna nelle due uscite dopo l'addio di Diamanti sembra essersi compattato e aver trovato un gioco migliore. Pensa che si continuerà su questa strada?
"Non so come sarà il Bologna futuro senza Diamanti, che era comunque un elemento importante. Sono decisioni della società che vanno rispettate perché dettate da motivazioni prettamente economiche ovviamente."
Lei si inventò Andrea Pirlo nel ruolo di regista, cambiando il suo ruolo originale di mezzapunta. Nel Bologna di ora un regista non c'è, Mazzone chi ci metterebbe lì davanti alla difesa?
"Questa domanda non dovreste farla a me ma all’allenatore del Bologna, perché comunque è difficile valutare dall’esterno i valori tecnici dei calciatori. Non che io non voglia rispondere! Però è così, io seguo il calcio dalla TV, non posso giudicare adeguatamente i calciatori, sareste persino più bravi voi di me, dato che lavorate tutti i giorni seguendo la squadra. Il ruolo è senza dubbio un ruolo importante, non so chi potrebbe adattarsi, perché di adattamento si parla, dato che un regista non c’è. Queste sono valutazioni che spettano a Ballardini."
Ecco, a proposito di Ballardini, pensa sia un tecnico in grado di portare questo Bologna alla salvezza?
"Ballardini è certamente un tecnico valido, va lasciato tranquillo e bisogna dargli fiducia e convinzione. In ogni caso, alla fine l’allenatore è uno che organizza la squadra e basta, poi conta ai giocatori imporsi sul campo e lì Ballardini ci può far poco. Ma se lavora in serenità può far bene."
Se le chiedo il primo ricordo che le viene in mente sentendo parlare di Bologna cosa mi risponde?
"Sono passati veramente tanti anni ormai. Mannaggia quanti ne son passati ragazzi (ride ndr)! La mia memoria non è più quella di una volta ormai. Una cosa che mi ricordo è senza dubbio la stima e il rispetto che c’è sempre stato dalla piazza, nonostante i problemi che abbiamo dovuto affrontare."
C'è un tecnico attuale in cui lei si rivede un po'?
"A questa domanda dovreste rispondere voi! Voi fate questo mestiere tutti i giorni e avete modo di giudicare dai numeri, dalle statistiche. Sono passati tanti anni da quando ho lasciato il calcio e certamente non spetta a me giudicarmi ma ai giornalisti, che, come spesso capita, criticano e fanno paragoni tra allenatori vecchi e nuovi. Io non saprei che rispondere, davvero! Non per evadere la domanda, ma davvero non saprei che dire!"
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