di Manuel Minguzzi
Il Bologna è tornato a Zanetti, una notizia che ha lasciato interdetti tanti tifosi e spiazzato sicuramente gli addetti ai lavori. Per un commento, abbiamo intervistato Cristian della Beata Gioventù, lui che al famoso primo incontro di Treviso era presente.
Caro Cristian, come un fulmine a ciel sereno è rispuntato Zanetti.
"Inutile dirlo, siamo spiazzati dalle tempistiche. Il rientrare in questo momento, con una trattativa in corso e ben avviata, quando invece c'era più bisogno in altre situazioni ci lascia un po' sorpresi. Soprattutto perché si poteva intervenire prima per evitare almeno la penalizzazione. Ad ogni modo, se Zanetti dimostra di avere interesse ad impegnarsi in maniera più continuativa con investimenti nel Bfc ne saremo contenti".
Tu a quel famoso incontro di Treviso c'eri, l'ipotesi salvataggio in extremis era stata messa sul tavolo?
"Le tempistiche dell'intervento in quell'incontro non sono state affrontate, mi aspettavo che qualche segnale venisse perché era emerso il fatto che Zanetti, un po' per volta, avrebbe fatto quello che ha deciso di fare ora. Aumento di capitale, cda ristretto e l'ingresso di Baraldi. Rimanemmo spiazzati poi da una improvvisa retromarcia. Per questo chiediamo ora che venga chiarita la loro posizione con una conferenza stampa o una nota ufficiale. Tanti nostri dubbi hanno bisogno di un essere fugati".
Capitolo Tacopina, troppo clamore mediatico o una certa fiducia la nutrivi?
"Non è facile sbilanciarmi senza notizie certe, avevo informazioni sulla solidità del gruppo e di Saputo che è un imprenditore di fama internazionale. Certo, Tacopina forse si è mosso un po' troppo mediaticamente ma i segnali sulla concretezza e l'interesse del gruppo americano ad entrare mi erano giunti. E' chiaro che a Bologna le sorprese sono sempre dietro l'angolo e magari era un castello costruito in aria".
Ora però Guaraldi è rimasto presidente
"Non lo vogliamo più, lo abbiamo sempre detto. Speriamo che non si presenti più allo stadio. Sarebbe il minimo verso una città presa per i fondelli da anni".
Non hai avuto la sensazione che alla fine non volesse cedere?
"Le notizie che avevo erano di un uomo ormai all'angolo, senza scelta. Era sostanzialmente costretto a lasciare anche se questo gli sarebbe costato molto a livello personale. Una bastonata. Poi ovvio, appena si è presentata un'alternativa percorribile l'ha colta al balzo".
Si dice che ora sia commissariato
"Ho ricevuto poco fa notizie rassicuranti sulla gestione Guaraldi, non metterà più becco in nessuna decisione societaria e non ho motivo per dubitare di questo".
Una parte del tifo non ha preso bene questa "continuità aziendale". C'è aria di contestazione.
"Immagino, anche noi stiamo studiando un metodo per farci sentire, non c'è stato tempo di organizzare qualcosa per domani. Ammetto che l'idea di lasciare la curva vuota ci è passata per la mente ma è un'iniziativa da portare avanti in maniera capillare e in trenta ore diventa difficile".
In tutto questo però c'è una squadra che gioca
"Hanno tutta la nostra fiducia, compresi Lopez e Fusco. Il direttore ha fatto un lavoro encomiabile lavorando a zero euro. Per questo motivo stiamo studiando una metodologia di contestazione che non faccia male alla squadra".
Nel ringraziarti per la disponibilità, ti chiedo come ti poni rispetto ai tifosi che hanno minacciato una non presenza allo stadio.
"Credo sia profondamente sbagliato. Stare a casa non serve a niente, se si decide di contestare si viene allo stadio e si sta fuori. Rimanere sulla poltrona non cambierà mai le cose".
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