Abbiamo intervistato in esclusiva Fabrizio Bertuzzi, collaboratore del Guerin Sportivo, opinionista di Quelli che il Calcio e consulente di mercato internazionale grazie a cooperazioni con le più grandi agenzie Fifa scandinave e dei Paesi Bassi.

Fabrizio Bertuzzi, il Bologna di Fusco e Lopez sta prendendo forma. Che ne pensa?

"Sinceramente non mi dispiace. C'è la sensazione che Filippo Fusco abbia un piano da seguire con le priorità e le alternative. Il fatto che abbia fatto l'intermediario come nel caso di Osvaldo a Roma o di Ruiz col Napoli depone a suo vantaggio. I primi acquisti sono interessanti. Le cessioni però sono state dolorose perché come nel caso di Lazaros hanno assunto le modalità della svendita disperata".

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La difficoltà economica del Bologna è assodata (anche l'iscrizione è stata messa a repentaglio) e le risorse per il mercato sono esigue, in questi casi quali strategie si possono attuare per acquistare giocatori funzionali al progetto (o con un minimo di talento)?

"Quando le risorse finanziarie mancano diventa necessaria e importantissima la risorsa informazione. Credo che Laribi e Giannone siano due nomi che possono dire abbastanza sulla preparazione di Fusco, si sta ingegnando bene anche se come dice il Senatore Carmine Longo rischia di essere un bravo infermiere per un malato terminale".

Al momento il reparto più completo sembra essere il centrocampo con gli arrivi di Zuculini, Matuzalem e Laribi. Qual'è il suo parere?

"Sicuramente è un reparto di qualità per la serie B anche se Laribi e molto bravo in fase offensiva ma non lo vedo da Dio da mediano in un centrocampo a 3. Altro aspetto importante è l'integrità fisica, Zuculini e Matuzalem sono inclini e recidivi ad infortuni fastidiosi. La B è durissima sul piano atletico ci vogliono 6 centrocampisti e se Friberg se ne dovesse davvero andare credo che, oltre a Casarini, serviranno altri due giocatori".

In attacco invece mancano ancora due pedine, nel frattempo è arrivato Luca Giannone ma tanti tifosi non lo conoscono. Cosa ci può raccontare di lui?

"Mi ricordo che iniziavo da poco a trasmettere quando un ascoltatore nel 2012 mi narrava le gesta di questo attaccante veloce e tecnico dal sinistro di qualità nella ProPatria. Io all'epoca seguivo i colombiani e sono contento che adesso potrà vedere nel Bologna uno sei suoi prediletti. Luca Giannone è un attaccante molto interessante e se il 4-3-3 funzionerà bene potrà mettere in pratica il suo bagaglio tecnico al di sopra della media e la sua rapidità. Credo giocherà come attaccante di destra".

Capitolo punta centrale, i nomi in lizza sono Antenucci e Cacia.

"Cacia mi piace molto, è un centravanti di categoria superiore, rapace, potente e di gran classe. Se non si fosse distrutto a più riprese i peroni e le tibie sarebbe titolare in serie A in una squadra di buon livello. Antenucci è un altro attaccante che potrebbe fare la differenza, estremamente dinamico in grado sia di giocare di fianco a un centravanti boa che in un attacco rapido e manovriero. Sarebbe bello vederli in coppia".

Nonostante la Serie B il Bologna potrebbe avere ancora i connotati della squadra esperta, nell'undici titolare (tolti un paio di elementi) non ci saranno tanti giocatori giovani.

"Sì, soprattutto dopo lo sciagurato infortunio di Paramatti, Laribi e Giannone sono piuttosto giovani così come il greco Oikonomou ma non so se questi due saranno titolari. Lo stesso Zuculini è un '90. Diciamo che con gli acquisti futuri potremmo creare un giusto equilibrio".

Poi persiste la nota dolente Capello, ceduto per la seconda volta; stavolta in maniera definitiva.

"C'è chi dice che Capello fosse un po' sopravvalutato e che le prime uscite a Milano abbiano confermato le critiche dei detrattori. Anche io ero curioso di vederlo nel Bologna ma se la sua cessione vale 2 milioni più Oikonomou non è poi andata malissimo".

Passiamo al calcio nazionale, l'Italia è in crisi di risultati a livello europeo e il trend è negativo da anni. E' un periodo in cui c'è un deficit di talento in casa nostra oppure sono le società professionistiche a non valorizzare i giovani italiani?

"A volte capitano periodi bui in cui intere generazioni non ottengono successi a livello internazionale, ma in questo caso non sono assolutamente pessimista. L'Under 21 è stata battuta in finale all'Europeo solo da una Spagna galattica con i vari Isco, Morata e tanti altri, ho visto buone cose anche dall'Under 17 al Mondiale con Scuffet e Cerri. Chiaro, la Nazionale maggiore avrebbe bisogno di scelte coraggiose per potersi rilanciare".

Dopo la distatta della Nazionale in Brasile, da cosa si può ripartire? Conte sarebbe l'uomo giusto?

"Ai Mondiali conta molto l'aspetto fisico e motivazionale, e la nostra Nazionale non ha di certo mostrato il giusto spirito. Sinceramente ne avevano voglia il giusto. In questi tornei contano l'ambiente, il gruppo e la serenità delle scelte, penso che non serva un fenomeno come ct ma uno che scelga i giocatori più in forma senza fossilizzarsi, per forza, sui leader che nell'italia non esistono".

Lei è esperto di calcio giovanile, chi sono i nuovi talenti mondiali che ancora non conosciamo?

"Ce ne sono tantissimi ma in particolare vorrei citare Neil Maupay, attaccante francese classe 1996 che ricorda molto Aguero. Ha avuto un brutto infortunio ma sono sicuro sentiremo presto parlare di questa punta brevilinea ma dalla qualità eccelsa".

Ce ne sarebbero un paio che si sentirebbe di consigliare al Bologna? Magari in ottica futura.

"Carlos Strandberg, funambolico attaccante svedese classe 1996. E' potentissimo, un po' matto ma ha stregato tutti al Mondiale Under 17. Sempre dalla Svezia ci sarebbe il capocannoniere del campionato, si libera a dicembre perché in scadenza, ha venti anni e somiglia molto a Pablito Rossi".

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