Quante volte i tifosi del Bologna si sono lustrati gli occhi ammirando altre squadre e invidiando ad esempio l'ormai proverbiale "modello Udinese"? Sicuramente questo termine sarà capitato varie volte anche nelle vostre discussioni calcistiche con gli amici visto che la squadra friulana è in grado di scovare e valorizzare ogni anno un buon numero di nuovi talenti con cui alimentare il circuito virtuoso di scouting mondiale. Realisticamente però sembra difficile pensare che a Bologna si possa applicare un modello simile visto che gli investimenti necessari a mantenere una rete di osservatori su scala globale non sono esattamente in linea con la disponibilità economica di chi gestisce oggi (o ha gestito in passato) il club rossoblu. Per qualche mese abbiamo beneficiato però anche noi di consulenti di mercato esperti e navigati che hanno vestito di rossoblu giovani talenti come Ramirez e Taider o scoperto veri e propri tesori nascosti come Antonsson e Cherubin. Oggi però quei tempi sembrano finiti e per fare calcio evitando sprechi garantendosi comunque la Serie A potrebbe essere utile ispirarsi ad un modello più vicino alla realtà bolognese. L'Atalanta che domani affronterà i rossoblu è da anni una società all'avanguardia sotto questo punto di vista e potrebbe essere l'esempio giusto da seguire. La base di tutto è costituita da un settore giovanile importantissimo che ogni anno è in grado di sfornare decine di ragazzi che vengono poi mandati ad accumulare esperienza in tutta Italia. I migliori vengono quindi richiamati alla base per affermarsi definitivamente a Bergamo e solo dopo qualche stagione vengono ceduti a prezzi intelligenti ricavando ottime plusvalenze utili a rafforzare nuovamente la squadra. Pensate che la scorsa estate l'Atalanta ha riscattato interamente il cartellino di Denis dall'Udinese per 2,3 milioni di euro ma a gennaio è anche riuscita a piazzare il veterano Manfredini e l'ormai separato in casa Schelotto ricavando in totale più di 5 milioni. L'anno precedente invece gli investimenti sostenuti per Maxi Moralez e Lucchini (7 milioni complessivi) erano stati coperti abbondantemente cedendo Barreto e Padoin con un incasso di 11 milioni. Il resto delle operazioni di mercato è costituito come per il Bologna da prestiti e comproprietà con la sottile differenza che i nomi trattati offrono garanzie di rendimento importanti come nel caso di Cigarini e Stendardo. Anche nella gestione delle compartecipazioni il club felsineo avrebbe qualcosa da imparare dai nerazzurri di Bergamo che, pur essendo una piccola società, riescono a mantenere una posizione forte anche nei confronti dei top club. Ne sia un esempio la gestione del caso Gabbiadini, sbarcato a Torino e quindi a Casteldebole solo dopo la conclusione di un'operazione in entrata con la stessa Juventus. Insomma forse oltre che fare visita sul campo all'Atalanta, potrebbe essere utile fare due chiacchiere anche negli uffici per trarre ispirazione.
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