In una settimana il Bologna ha collezionato più complimenti di quanti non ne abbia strappati in più di metà campionato. Ballardini è soddisfatto, i giocatori sono convinti, gli addetti ai lavori fiduciosi e gli avversari ammirati, ma la classifica non si muove. Le belle parole non contano nulla nell'inseguimento alla salvezza e non si può continuare ad attendere nella speranza che le inseguitrici proseguano nel loro gioco al massacro che consente al Bologna di mantenersi a galla. Il mantenimento della Serie A deve passare anche attraverso i punti conquistati a sorpresa contro le grandi squadre in teoria fuori dalla propria portata, ma ormai ai rossoblù non restano tante occasioni per provarci a meno di riuscire ad espugnare lo Juventus Stadium o vincere a San Siro contro l'Inter. Proprio a Milano la settimana scorsa i ragazzi di Ballardini avrebbero meritato di vincere e sono stati castigati da una prodezza di Balotelli mentre invece ieri sera non avrebbero rubato nulla pareggiando e invece hanno pagato carissima la più grave amnesia difensiva commessa nell'arco dei novanta minuti contro la Roma. Se però sette giorni fa la prestazione aveva mantenuto alto il morale, stavolta la seconda beffa potrebbe avere ripercussioni pesanti sul gruppo che vede vanificati i propri sforzi e che potrebbe cadere preda di una pericolosa frustrazione. Toccherà a Ballardini e al suo staff lavorare nei prossimi giorni soprattutto a livello psicologico per mantenere alta la concentrazione e la convinzione nei propri mezzi in vista di un impegno fondamentale come la trasferta di Verona. Nonostante il divario in classifica infatti i gialloblù sono un avversario abbordabile con cui ora diventa obbligatorio conquistare almeno un punto per iniettare carburante nel serbatoio in vista di una serie di partite contro dirette concorrenti per la salvezza in cui la parola d'ordine sarà solo una: vincere. Per conquistare punti però bisogna fare gol e solo con il coraggio ci si può presentare con continuità davanti ai portieri avversari sperando di infilare la palla in rete. Proprio il coraggio forse è la qualità che Ballardini non ha ancora mostrato appieno in questa sua avventura bolognese, nonostante le dichiarazioni in cui proclama di pretendere una manovra propositiva ed una migliore qualità di gioco. La sensazione emersa nelle ultime due gare contro avversari sulla carta superiori ma di fatto non perfetti è che il Bologna si trovi in difficoltà quando deve decidere se spingere o meno sull'acceleratore. Contro Milan e Roma la fase difensiva è stata messa a punto con ordine e seguita da interessanti folate offensive, ma al momento di cercare di fare un passo verso la vittoria la panchina rossoblù non è mai stata tempestiva nei cambi facendosi scivolare l'inerzia della partita dalle mani. Dopo aver dato compattezza alla squadra ora anche Ballardini deve essere il primo ad innestare la marcia successiva per convincere i suoi ragazzi che si può e si deve fare gol. Con i complimenti non si resta in Serie A, servono i punti. Ed entro fine marzo ne servono almeno altri 14.
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