Massimo Zanetti sarà il nuovo proprietario del Treviso. Anzi no. Il re del caffè non comprerà la società biancazzurra che rischia così il tracollo per via delle criticità finanziarie. Il patron della Segafredo, a due giorni dal voto per la poltrona di sindaco, aveva annunciato in pompa magna l’acquisto del Treviso calcio per salvarlo e rilanciarlo partendo dal ripescaggio in prima divisione, per poi risalire la china, portare in alto il club e costruire uno stadio nuovo all’avanguardia: “Al momento vi basti sapere che il Treviso ha cambiato proprietà”, disse Zanetti. Poi ecco il dietrofront. Nel pomeriggio del 14 giugno è uscita la seguente nota: “Comunico che l’offerta del dott. Massimo Zanetti per l’acquisizione del Treviso F.C. non è stata accettata dal soggetto incaricato alla vendita dall’attuale proprietà e che la trattativa è pertanto chiusa. Riteniamo utile ed opportuno questo chiarimento pubblico anche perché abbiamo letto dell’interesse di altri soggetti e non vorremo essere in qualche modo d’ostacolo ad altre trattative. Il dott. Zanetti è e sarà sempre vicino al Treviso F.C. e manifesta sin d’ora la sua disponibilità a contribuire a titolo di sponsorizzazione per il prossimo campionato. Dott. Luca Baraldi”. Tale comunicato ha letteralmente spiazzato città e tifosi che avevano sentito promesse ben diverse uscire dalla bocca di Mr. Segafredo e che ora, dopo questa illusione, possono solo sperare in un miracolo che possa evitare il secondo tracollo finanziario del club in pochi anni. Al momento infatti, non si sono fatti avanti altri compratori per rilevare il Treviso, mentre entro il 30 giugno si dovranno versare 400 mila euro di fidejussione per poter effettuare l'iscrizione alla seconda divisione. Ora, per il Bologna, Zanetti versò subito denaro fresco e dopo un mese di presidenza (ma poca presenza) lasciò per le famose divergenze coi soci del consorzio, dichiarando che lui per il Bologna ci sarebbe sempre stato in caso di bisogno. A Treviso la situazione è sulla stessa falsa riga, c’è una deadline fissata al 30 giugno per scongiurare il fallimento e Baraldi parla di trattativa saltata e quindi da considerarsi chiusa. Come uscirà da questa vicenda Massimo Zanetti essendosi sbilanciato molto sul futuro sportivo del Treviso FC in campagna elettorale, salvo poi uscire di scena con il suddetto comunicato? Non bene, esattamente come fu 3 anni fa per Bologna quando, dopo aver illuso la città di garantire un club per lo meno tranquillo sotto il profilo economico, finì per venir meno alla promessa. Rimane un concetto e cioè che il magnate del caffè poteva tranquillamente acquistare e risanare da solo le economie del Bologna nel 2010, viste le risorse finanziare di cui dispone, figuriamoci del Treviso e invece nel comunicato si legge “offerta non accettata” che fa pensare ad una proposta poco accattivante da parte del Dott. Zanetti. Suona strano ma d’altro canto si sa, è difficile fare i conti in tasca agli altri e, a questo punto, lo è anche interpretare le certezze esposte da Zanetti in campagna elettorale.
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