Nella finale per il 3° posto della Confederations Cup, il CT Cesare Prandelli ha optato per schierare Diamanti e Gilardino sul fronte d’attacco, coadiuvati da El Shaarawy. Diamanti parte dalla destra e rispetto alla partita contro la Spagna dimostra di essere più a suo agio in una posizione più decentrata, mentre Gilardino è il riferimento centrale, chiamato a smistare e gestire palloni. Il fantasista rossoblù sembra ispirato sin dalle prime battute e lo dimostra con un atteggiamento propositivo, ispirato e votato a far gioco con i suoi spunti. Detto fatto. La prima punizione è un invito a nozze per Chiellini che gira in porta di testa ma la palla si spegne larga sul secondo palo, la seconda è un tiro a giro perfetto che Muslera calcola male e che dopo aver colpito il palo, fa carambola sulla sua schiena favorendo il tap-in di Astori. Gol del cagliaritano quindi ma grosso merito ad Alino. La partita prosegue e anche Gilardino mette in mostra le sua qualità catturando e lavorando svariati palloni, in particolar modo fornisce due assist pregevoli ad El Shaarawy che spreca, confermando di non vivere un buon momento di forma fisica e mentale. Nella ripresa la musica non cambia con Uruguay e Italia a battagliare a fasi alterne. Dopo il pareggio di Cavani ben imbeccato da Gargano dopo un’ingenuità difensiva azzurra, la Celeste prende coraggio e Buffon si deve superare con due interventi su tiri ravvicinati. Al 73’ però ecco il momento tanto atteso. Punizione dal limite per l’Italia per un fallo sul Piccolo Faraone che Diamanti trasforma siglando il suo primo gol in azzurro. Grande gioia per lui e per tutta Bologna che attendeva questo gol da tanto tempo. Passano 5’ e Cavani pareggia, sempre su punizione, sfruttando il piazzamento sbagliato di Buffon. Dopodiché Prandelli toglie Diamanti per inserire Giaccherini. El Shaarawy invece rimane in campo nonostante il suo apporto alla partita sia stato a dir poco carente. È stata una scelta discutibile perché con la partita che volge al termine sul 2-2, sarebbe stato meglio tenere in campo il migliore degli azzurri a calciare i piazzati. Gilardino intanto stringe i denti, terminando stremato la partita dopo aver giocato palloni interessanti, preso un sacco di calci e aver combattuto come un leone. Dopo il fischio finale, i supplementari vedono l’Uruguay rendersi maggiormente pericoloso anche alla luce della superiorità numerica favorita dall’espulsione di Montolivo per doppia ammonizione. Superati anche i supplementari, ai rigori vince l’Italia con Buffon decisivo nel parare 3 rigori, anche se non particolarmente irresistibili. La partita di Diamanti è stata molto buona. Le sue giocate, i suoi lanci e soprattutto i suoi calci piazzati sono stati determinanti ai fini del risultato, dimostrando senza dubbio come questa nazionale avrebbe potuto sfruttare maggiormente il talento del capitano del Bologna. Per Gilardino non si possono spendere se non parole di encomio. Sempre pronto quando chiamato in causa, si è dimostrato un centravanti generoso e pronto a sacrificare la sua lucidità sotto porta per concentrarsi maggiormente sulla manovra collettiva. Mezza Italia si aspettava un Balotelli bis, ma come abbiamo scritto più volte anche noi, sebbene siano entrambi due prime punte, fanno un tipo di gioco molto diverso e hanno caratteristiche differenti sia sul piano fisico, sia su quello del sacrificio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA