La giornata iniziata da pochi minuti potrebbe passare alla storia rossoblù come una delle peggiori della pluricentenaria vicenda del Bologna. Non si tratta di un discorso puramente tecnico visto che sono stati tanti i calciatori determinanti a lasciare per qualche motivo questi colori, ma il problema è di ben altra natura. La cessione sempre più probabile di Alessandro Diamanti al Guangzhou sarebbe un atto senza precedenti per le modalità e i tempi e creerebbe i presupposti per una vera e propria ribellione dei tifosi contro la società guidata dal presidente Guaraldi. Il Bologna infatti si appresta a cedere il proprio capitano nonchè atleta di maggior pregio e caratura addirittura dopo il termine del mercato europeo ovvero quando non ci sarà in alcun modo la possibilità di sostituirlo se non ricorrendo al misero mercato degli svincolati. Diamanti al Guangzhou è un'operazione nata diverse settimane fa e che, pur negata da molti addetti ai lavori e media, è proseguita giorno dopo giorno senza sosta nonostante i tentativi più o meno convinti fatti dal club asiatico per arrivare ad altri giocatori. Marcello Lippi desidera che sia il fantasista toscano il nuovo uomo immagine del suo club ed i dirigenti cinesi stanno facendo di tutto per accontentarlo trovando nella controparte terreno fertile. Perchè da una parte c'è un calciatore importante con una carriera non di primissimo piano alle spalle ma con un presente glorioso, un uomo che ama le sfide e le novità soprattutto quando provenienti dall'estero, ma anche un capitano che non ha mai giurato amore eterno al Bologna ed un professionista che non può umanamente restare indifferente ad una proposta economicamente fuori mercato. Resta da capire se dopo il saluto ai compagni ci sarà da parte del giocatore anche una qualche forma di commiato ai tifosi che l'hanno amato in questi anni e portato fino alle soglie del sogno di un Mondiale da protagonista. Dall'altra parte invece troviamo una società debole non solo dal punto di vista economico ma anche e forse soprattutto sul piano strategico e comunicativo. Di anno in anno Guaraldi ha prosciugato il patrimonio tecnico in nome di un bilancio perennemente da risanare e di pendenze da onorare sempre con l'acqua alla gola affidandosi alla gestione di un direttore generale che, operando sul mercato, non ha portato alcun miglioramento nè tecnico nè salariale alle casse del club per cui continua a lavorare. Questa fallimentare strategia gestionale ha però trovato degna compagnia nel profilo comunicativo di una società che si è destreggiata tra media amici e verità contraffatte per gli occhi del pubblico. Le cessioni infatti sono da sempre state motivate da ragioni economiche e mascherate come atti dovuti nei confronti di calciatori ingrati e poco professionali che hanno messo con le spalle al muro un club apparentemente ignaro della forza data dai contratti firmati di durata pluriennale. Proprio quando però apparentemente l'ultimo pericolo sembrava scampato ecco che lo stesso presidente Guaraldi ha spalancato le porte alla conclusione positiva dell'affare Diamanti tentando di palesare agli occhi dei tifosi una possibile condotta poco professionale da parte dell'atleta in caso di permanenza controvoglia in rossoblù. E allora ecco l'accelerazione decisiva, i contatti che riprendono frenetici, le garanzie del Guangzhou che diventano accettabili e il divario tra domanda e offerta che crolla vertiginosamente fino a sfiorare l'accordo sulla base di 8 milioni di euro. In 48 ore la cessione del fantasista toscano sembra diventata una realtà imminente e le prossime ore potrebbero già portare all'ufficialità di un affare che, pur accontentando tutte le parti in causa sotto l'aspetto economico, sfugge a qualsiasi ragionevole progettualità sportiva. Perdere ora il giocatore di maggior caratura tecnica può essere un colpo decisivo per far crollare il Bologna verso la retrocessione e la conseguente perdita del ricco bottino offerto da Sky. Solo un miracolo di Ballardini e dei suoi ragazzi potrebbe evitare questo epilogo, ma gli unici ad accorgersi davvero della portata devastante di questa scelta sembrano essere i tifosi. Ovvero i clienti veri e propri dell'azienda diretta dal presidente Guaraldi e dai suoi tanti soci, quelli che pagano il conto tutti gli anni con biglietti, abbonamenti e merchandising e che ci saranno ancora anche domani, con o senza Diamanti. E sarà oltremodo difficile stavolta trovare il modo di giustificare davanti a loro quello che sta accadendo: se tutti oggi ci guadagnano è il Bologna che rischia di perdere tutto.
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