La vicenda legata a Roque Santa Cruz potrebbe essere liquidata con frasi fatte riguardo al fatto che non esistano più uomini di parola, ma in realtà rischia di essere un pericoloso vicolo cieco per il Bologna. La trattativa con l'attaccante non è saltata, ma in questo momento non sembra neanche nelle condizioni di procedere nei tempi previsti dai media e sperati dal club rossoblù che avrebbe voluto dare una prima certezza al tecnico Pioli già entro questa settimana. Il paraguaiano infatti ha dimostrato nei giorni scorsi ottime qualità in fatto di public relations giurando stima e affetto per tutte le squadre interessate a lui ma mantenendo anche un saggio equilibrio tra le parti che di fatto ha tenuto aperte tutte le porte. Mentre però l'Amburgo ed i team inglesi si sono stancati di questo comportamento rinunciando ufficialmente al suo acquisto, altre concorrenti hanno deciso di continuare a giocare questa partita a Risiko in cui si confonde spesso il limite tra le motivazioni personali e quelle economiche. Dal punto di vista sportivo e umano sicuramente Italia e Spagna sono le soluzioni più interessanti per un calciatore con una famiglia numerosa che insegue non solo la gloria professionale ma anche la stabilità a livello personale. La Turchia però continua ad offrire un contratto molto più ricco e duraturo che consentirebbe a Santa Cruz di chiudere in bellezza una carriera che l'ha visto calcare alcuni dei palcoscenici più importanti del calcio europeo. Per ammissione dello stesso giocatore, la soluzione Malaga è al momento quella più percorribile e allora al Bologna converrebbe ricominciare a guardarsi attorno magari senza cercare neanche troppo lontano l'alternativa: Rolando Bianchi è svincolato, di fatto ieri è stato scaricato dal Genoa, potrebbe faticare oltremodo a conquistare un posto da titolare all'Atalanta e già da qualche settimana ha un accordo di massima con i rossoblù. Le proposte arrivate dall'estero per l'ex capitano del Torino sono lusinghiere ma difficilmente potrebbero superare il suo desiderio di restare in Italia a maggior ragione visto che il ragazzo sembra intenzionato a compiere una scelta di vita più che una economica. Se da una parte Santa Cruz è un atleta di fama internazionale, dall'altra Bianchi è un calciatore già pronto per la Serie A di cui si conoscono qualità e limiti e curiosamente hanno entrambi in passato un'esperienza non esaltante nel Manchester City. Nessuno dei due sembra ricalcare appieno il modello di attaccante preferito da Pioli, ma forse l'italiano ha caratteristiche più congeniali ad una squadra che negli ultimi anni ha chiesto un super lavoro alle sue prime punte pretendendo tanto lavoro sporco in area avversaria, una vena realizzativa da doppia cifra, capacità di inventare soluzioni dal nulla ed anche disponibilità al sacrificio in copertura. La sensazione ora è che il Bologna stia aspettando ancora una risposta dal paraguaiano, ma che possa decidere in qualsiasi momento di richiamare il fratello e agente di Bianchi per fargli sottoscrivere quell'accordo triennale su cui era già stata trovata l'intesa. Con buona pace di Santa Cruz e signora che con le loro mezze promesse hanno anche già stancato parte della tifoseria rossoblù che vorrebbe vedere più rispetto per i propri colori. E proprio a tal proposito ieri sono arrivate le dichiarazioni di Denis Alibec riguardo il suo desiderio di giocare in club più titolati del Bologna nonostante una carriera che finora gli ha regalato più guai che soddisfazioni. Basti ricordare le auto ammaccate parcheggiate alla Pinetina, le multe per divieto di sosta ed eccesso di velocità ma soprattutto l'improvvisa risoluzione del contratto avvenuta nel marzo 2012 da parte del Mechelen per fatti definiti intollerabili. E in mezzo a tutto questo una carriera che finora ha avuto come apice 41 presenze nel massimo campionato rumeno e 7 gol: dati che certamente non gli permettono di disprezzare la sesta squadra più titolata del calcio italiano.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti